• Cara amica, quest’anno l’8 marzo ha una valenza ancora più importante

    Cara amica,

    quest’anno l’8 marzo ha una valenza ancora più importante perché sarà l’occasione per ribadire in Italia, ma non solo, la nostra rivendicazione all’autodeterminazione. Saranno infatti molte le iniziative con le quali in questa giornata vorremo ricordare le donne spagnole che hanno intrapreso nel proprio Paese la battaglia di “Yo decido”. In Piemonte abbiamo già avuto modo di portare avanti questa lotta il giorno dopo l’insediamento di Roberto Cota in Regione: il leghista in svariate occasioni ha cercato di limitare la libertà delle donne in relazione all’aborto, sia provando a limitare l’utilizzo della pillola del giorno dopo, sia istituzionalizzando il Movimento per la Vita nei consultori. Per contrastare questa deriva ho presentato già nel 2010 una proposta di legge volta a garantire la vigilanza dell’applicazione della legge 194 del 1978, soprattutto in corrispondenza all’elevato numero degli obiettori di coscienza.

    Come ogni anno voglio cogliere questa occasione speciale per raccontarti un poco di quello che ho fatto. Il 2013 è stato un anno durante il quale abbiamo dovuto mettere in campo una vera e propria resistenza per difendere i valori del femminile. Sia su ciò che non dipende direttamente dalla Regione, come la mancata attivazione dei corsi universitari in studi di genere della sede torinese e del Piemonte orientale, per i quali abbiamo presentato un’interrogazione, sia sulle scelte dell’attuale governo regionale, che a maggio siamo chiamati a rinnovare, come quella di distruggere le eccellenze della medicina di genere piemontese. L’ospedale Valdese di Torino è l’esempio lampante di come una struttura di primissimo livello, presidio con sperimentati percorsi di cura soprattutto per malattie oncologiche, possa essere chiuso per mere esigenze ragionieristiche. La città di Torino in queste settimane ha rivolto un appello alle istituzioni perché quella realtà possa tornare a operare al più presto, crediamo anche noi che sia necessario rivedere le decisioni sanitarie assunte in questi ultimi quattro anni che hanno ridotto i servizi e allungato le liste d’attesa.

    Queste battaglie sono state condotte quasi esclusivamente dalle donne del Consiglio regionale ed è per questo che siamo convinti che sia necessaria, per non dire fondamentale, un’equilibrata rappresentanza di genere anche all’interno delle istituzioni. Sinistra Ecologia Libertà in questi anni non si è limitata alla denuncia, ma ha anche percorso la via della proposta presentando un progetto di legge per il rispetto delle percentuali di genere nelle nomine regionali e sostenendo con forza la legge sulla doppia preferenza: purtroppo non ci hanno ascoltato. Nel nuovo Consiglio regionale della Basilicata non sono state elette donne; in quello sardo ne sono state elette solo tre su sessanta: vogliamo che anche in Piemonte la rappresentanza di genere sia ridotta ad una semplice ambizione senza prospettiva? Noi no ed è per questo che abbiamo chiesto che, nel caso in cui non fosse possibile modificare la nostra legge elettorale prima delle elezioni, nel listino vengano inserite solo donne di competenza e valore.

    Il nostro auspicio è che con la prossima amministrazione il nostro lavoro non debba più limitarsi alla difesa dei nostri diritti. Dobbiamo promuovere i diritti, garantire le pari opportunità, ridurre i disagi per le donne: in poche parole insieme dobbiamo costruire il nuovo Piemonte attento a tutto e a tutte.

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