• C.I.D.I.GE.M: riconoscere l’esistenza e il ruolo di questa eccellenza piemontese

    Oggi ho fatto visita al C.I.D.I.GE.M, il Centro Interdipartimentale Disturbi Identità di Genere Molinette. Si tratta di una struttura che, presso gli ambulatori delle Molinette in Via Cavour, si occupa delle persone transessuali; è stato istituito 10 anni fa (a breve si festeggerà il primo decennio di attività) sulla storia e l’esperienza di quello che fu il Centro di sessuologia presso l’Ospedale Mauriziano, prima struttura in Italia ad assistere le persone transessuali nel loro cammino.

    Una struttura multidisciplinare dove equipes di psicologi, psichiatri, endocrinologi, urologi, ginecologi e chirurghi, oltre a tutte le atre specialità necessarie, hanno offerto ed offrono assistenza socio-sanitaria alle persone transessuali sia  nel loro percorso di cambiamento, sia nelle loro scelte di vita. Una struttura sorretta dall’intervento della Fondazione Molo (i cui rappresentanti erano presenti all’incontro) e dall’ONIG, Osservatorio nazionale sull’Identità di genere. Il C.I.D.I.GE.M aveva già ottenuto dalla Regione Piemonte la qualifica di Centro di riferimento regionale dal 2007 ed è una delle poche strutture che in Italia si occupa di questi temi.

    monicaGli operatori del centro mi hanno descritto tutte le fasi dell’attività che conducono: dall’accoglienza del paziente che intende effettuare una transizione di genere, passando per la valutazione del caso, arrivando all’operazione chirurgica. Si stima che ogni anno il centro accolga 50 nuovi ingressi, di questi uno su tre arriva al tavolo operatorio; in questo momento sono 12 i casi di transizione da uomo a donna in attesa di operazione e 10 i casi di transizione da donna a uomo.

    L’ultimo anno è stato difficile perché la struttura ha rischiato di perdere il supporto della Fondazione Molo ed alcune figure specialistiche. Oggi le cose si stanno avviando alla soluzione perché anche a seguito di un deciso intervento della Regione (gli Assessorati alle Pari Opportunità e Sanità insieme) il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Città della Salute ha assunto impegni sulla struttura del C.I.D.I.GE.M e la continuazione oltre al potenziamento della sua attività. Ora si tratta di attendere il loro pieno recepimento negli atti aziendali dovuti.

    Si tratta di affrontare adesso le nuove esigenze che una recente sentenza della Corte di Cassazione (sentenza 15138 del 2015, sulla stessa materia a breve si esprimerà anche la Corte Costituzionale) ha evidenziato e consentito: ovvero la possibilità di eseguire il cambio di nome presso l’anagrafe anche senza aver dovuto affrontare l’intervento chirurgico di demolizione e ricostruzione degli organi sessuali. Si tratta di un passo avanti di civiltà che ci consente di difendere meglio i diritti delle persone transessuali a non affrontare importanti interventi chirurgici.

    Il C.I.D.I.GE.M è una vera e propria eccellenza piemontese che deve essere riconosciuta a tutti gli effetti dalla Regione Piemonte. Gli operatori mi hanno chiesto di impegnarmi per la stesura di una delibera di Giunta regionale che riconosca definitivamente l’esistenza e il ruolo di questa struttura come centro esperto di riferimento regionale per la gestione clinica dei soggetti con disforia di genere. Il mio impegno, di concerto con il responsabile della Sanità Antonio Saitta, è che questo possa accadere in tempi brevi.

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