• Anche Torino dopo Pisa, Firenze, Vicenza, Genova e il X Municipio di Roma dà un segnale dal basso per l’istituzione del Registro del Testamento Biologico

    Dibattito in Sala Rossa

    Dibattito in Sala Rossa

    Dopo Pisa, Firenze, Vicenza ed enti come il X Municipio di Roma, e ultimamente Genova, anche Torino ha approvato l’istituzione del Registro del Testamento Biologico.
    La nostra proposta è complementare alla delibera di iniziativa popolare, che ha raccolto circa tremila firme, e ne condivide l’intento.
    Non abbiamo preteso alcuna accelerazione: abbiamo presentato questa mozione nel mese di marzo, a pochi giorni dalla tragica vicenda di Eluana.
    Non entriamo nel merito delle modalità applicative scelte dagli altri Comuni: il testamento biologico può essere depositato presso un notaio, oppure in busta chiusa presso l’ufficio competente, come ha recentemente deliberato Genova, oppure può essere utilizzato un modulo specifico. Vedremo con la delibera di iniziativa popolare quale soluzione adottare.
    Indipendentemente dalla modalità pratica, con l’istituzione del registro affermiamo un principio che è quello della laicità, finalizzata a separare le convinzioni religiose dai doveri di uno stato laico.
    Il Consiglio Comunale di Torino si è così unito alla voce delle altre città che già hanno deliberato in modo che la spinta dal basso, questa volta effettiva, non evocata in modo pretestuoso, possa portare a un cambiamento del quadro normativo più generale.
    Il sindaco Sergio Chiamparino, di cui abbiamo apprezzato il recente intervento sulla dispersione delle ceneri, si è più volte dichiarato favorevole a questa iniziativa, e il voto della Sala Rossa è andato nella stessa direzione con 24 voti favorevoli.

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