• Interrogazione in Consiglio Regionale sul rispetto del Deflusso Minimo Vitale

    Desta particolare preoccupazione dal punto di vista ambientale l’allarme che oggi ha lanciato Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta sul mancato rispetto del Deflusso Minimo Vitale dei fiumi piemontesi, ovvero di quel quantitativo di acqua rilasciata da una qualsiasi opera di captazione sull’asta di un corso d’acqua, in grado di garantirne la naturale integrità ecologica, con particolare riferimento alla tutela della vita acquatica.
    L’elusione del DMV potrebbe causare danni rilevanti dal punto di vista ambientale. Un primo gravissimo risultato è il prosciugamento a valle ed in città dei letti dei fiumi. L’associazione ambientalista scatta una fotografia della situazione: asciutta per il Po a valle di Revello, il Pellice a Garzigliana, il Chisone a Macello, il Maira a valle di Racconigi, il Varaita a Polonghera, il Ricchiardo prima di Carmagnola e il Sangone a valle di Trana.
    Anche chi lavora nel settore agricolo dovrebbe essere consapevole dei doveri che ha. Sarebbe gravissimo constatare che l’acqua che dovrebbe confluire nei fiumi fosse realmente “deviata nei canali irrigui che bagnano le stermninate colture di mais e di altre coltivazioni sempre più idroesigente” come denuncia Legambiente. A Torino il problema riguarda direttamente il Po che per tutta l’estate non riceve acqua dalle montagne rendendolo semivuoto e praticamente fermo. Se a ciò aggiungiamo la sporcizia, le fogne e la temperatura estiva, è semplice comprendere dell’eccessivo aumento di alghe e piante acquatiche.
    In proposito presentiamo in Consiglio regionale un’interrogazione a risposta immediata per comprendere come l’Assessorato competente stia agendo per vigilare sul rispetto del Deflusso Minimo Vitale e per salvaguardare l’ambiente fluviale.

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