• Trasversalità tra assessorati, rifugio diffuso e servizi alle comunità: così l’accoglienza da emergenziale a strutturale

    Come Regione abbiamo sempre detto che il Piemonte avrebbe fatto la propria parte applicando l’accordo Stato-Regioni del luglio 2014. I dati dicono che tutte le Regioni stanno adempiendo al proprio compito: il Piemonte ha accolto il 7% dei migranti, il Veneto il 7% e la Lombardia il 15%. Il dovere dell’accoglienza ha superato le posizioni politiche e la distribuzione sul territorio nazionale è uniforme. Così ho voluto concludere il dibattito sul tema dell’accoglienza profughi che si è tenuto oggi in Consiglio regionale.

    CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO DEL MIO INTERVENTO IN CONSIGLIO REGIONALE

    La Regione Piemonte ha messo in campo diverse iniziative volte alla trasformazione dell’accoglienza da emergenziale a strutturale. Sarà però necessario agire con un’azione trasversale tra diversi assessorati della nostra amministrazione come evidenziato dall’atto di indirizzo presentato dal consigliere regionale Mario Giaccone; ed essere parte attiva nel coinvolgimento dei singoli in esperienze di accoglienza diffusa come da percorsi tracciati già a Torino o ad Asti e fungendo da facilitatori.

    Non ho mai sottovalutato le difficoltà che possono incontrare le comunità locali che sono coinvolte in progetti di accoglienza. Oggi in Consiglio regionale ho avuto modo di incontrare la sindaca di Villar Pellice, Lilia Garnier, alla quale ho ribadito la nostra volontà a fare una ricognizione di quelli che sono i servizi che possono essere attivati sul territorio a vantaggio di una migliore accoglienza e della cittadinanza. È importante che vengano avviate progettualità che coinvolgano i richiedenti asilo e che siano elaborate non solo sul comune di Villar Pellice, ma anche su centri più grandi come Pinerolo. Quelle che vanno messe in campo sono azioni concrete che siano in grado di superare le conflittualità ed eventuali preoccupazioni di ordine pubblico.

Commenti chiusi