• Intelligenza artificiale a Torino, viva la differenza

    L’annuncio che Torino ospiterà l’Istituto nazionale per l’Intelligenza Artificiale è un’ottima notizia. Su ogni nuovo fatto siamo spesso portati a dividerci fra sostenitori acritici, che in questo caso vedono automaticamente grandi investimenti sulla nostra città, e scettici a prescindere, che possono ricordare come altre assegnazioni, ad esempio l’Authority dei trasporti, non abbiano avuto le ricadute sperate.

    In questo caso, mi viene innanzi tutto da sottolineare che stiamo parlando di intelligenza artificiale, vale a dire ciò che segnerà la nostra vita futura, essendo entrata già a far parte del quotidiano (servizi clienti automatizzati tramite chatbot, definizione di strategie di vendite, procedure di selezione del personale, programmi per operazioni chirurgiche, …) e prossima a stravolgere il mondo del lavoro. Quindi non stiamo ragionando di un settore la cui portata è definita a priori.

    Stiamo guardando avanti, con un Istituto che dovrà necessariamente sfruttare le potenzialità del territorio, a partire dagli atenei, ed essere punto di riferimento per le realtà del nostro Paese, con un respiro internazionale, provando a dare un contributo che colmi il gap che l’Italia e più in generale l’Europa soffrono rispetto a Stati Uniti e Cina.

    In questa direzione, può essere strategico costruire un progetto riconoscibile. Essenziale individuare la sede fisica, ma altrettanto fondamentale può essere concentrare le energie sulla definizione di questa riconoscibilità. Siamo a Torino, una città che si è contraddistinta per la sua capacità di includere le differenze. Questa potrebbe essere una delle caratteristiche connotanti il nuovo Istituto, partendo dalla diversità principale che ci distingue, l’essere donna o uomo. Ancora poche sono nel mondo le pubblicazioni di ricercatrici nel campo dell’intelligenza artificiale, riflettendo il divario di genere che esiste nelle discipline scientifiche. Si tratta allora di non escludere le competenze di metà della popolazione femminile. Ben di più del rispetto, seppur importantissimo, delle pari opportunità o del rispondere ad una rivendicazione femminista. Significa porre al centro dell’attenzione l’obiettivo di elaborare i programmi di intelligenza artificiale in modo che riproducano un mondo inclusivo, in cui siano rappresentate le differenze, senza pregiudizi. Un esempio molto semplice: si è visto che le applicazioni di riconoscimento facciale hanno riscontrato più problemi a determinare dalle immagini del viso il genere femminile rispetto a quello maschile, e analogamente persone di pelle scura rispetto a bianche, rilevando tassi diversi di efficacia in corrispondenza a differenti gruppi di sviluppatori del software.

    Non dunque un aspetto secondario, da considerare formalmente perché è politicamente corretto, inserendolo in fondo all’agenda, come avviene sempre quando si parla di pari opportunità. È nodale per un futuro che vorremmo migliore del presente. 

  • La mia solidarietà alla ragazza nera aggredita. Un episodio da non sottovalutare

    Esprimo la mia solidarietà alla ragazza insultata e presa a calci sul bus a Torino perché nera. Le istituzioni non possono non stigmatizzare un fatto come questo, la cui gravità ė indipendente dal fatto che la ragazza sia o meno di nazionalità italiana. Leggi Tutto

  • Domani a Torino seconda tappa del tour regionale delle Politiche Giovanili

    Si terrà domani a Torino la seconda tappa del tour regionale delle Politiche Giovanili. Parteciperò all’incontro “Open space tecnology – Dal testo al contesto. Costruiamo insieme la nuova legge regionale sulle politiche giovanili” organizzato dall’Ufficio Giovani della Città Metropolitana di Torino presso la Cascina Roccafranca in via Rubino 45 alle ore 14. Leggi Tutto

  • Al via la procedura operativa per gli interventi di circoncisione rituale a Torino

    È stata diffusa dalla Direzione Generale dell’ASL della Città di Torino la procedura operativa per l’effettuazione di interventi di circoncisione rituale presso l’Ospedale Martini. Leggi Tutto

  • Diritto all’abitazione, la Regione c’è

    Il tema abitativo si sta rivelando uno dei più delicati nel campo delle discriminazioni. Dopo la denuncia di una coppia omosessuale che nei mesi scorsi si è imbattuta nel rifiuto di un padrone di casa ad affittarle l’appartamento, ora toccherebbe alla popolazione straniera. La Regione Piemonte è intenzionata a verificare l’accaduto, sto parlando della notizia apparsa oggi sugli organi di stampa, che se però fosse confermato potrebbe anche essere oggetto di un esposto alla Procura della Repubblica. Leggi Tutto