• Centro del Cavallo, un ente privo di pieni poteri non può mandare 16 cavalli al macello

    In passato abbiamo avuto modo di sostenere l’esigenza di un commissariamento della Fondazione del Centro del Cavallo, ma chi adesso si occupa della gestione dell’ente non ha pieni poteri.
    Abbiamo appreso in questi giorni che si sta procedendo allo smantellamento della struttura e persino alla vendita di ben sedici cavalli che, da quel che ci è stato detto, potrebbero addirittura essere destinati al macello.
    E’ inconcepibile che un ente privo di pieni poteri possa decidere di uccidere sedici animali! Ci opponiamo a questa decisione e metteremo in campo tutte le nostre forze per evitare questo macello.
  • RAI, il Governo Renzi vuole chiudere le sedi regionali? Le istituzioni intervengano

    La crisi economica e il caotico passaggio al digitale terrestre negli ultimi anni hanno messo in ginocchio l’informazione radiotelevisiva piemontese. Le emittenti private sono state costrette a chiudere o a mettere in cassa integrazione i propri dipendenti perché la scarsa copertura territoriale del digitale ha fatto crollare anche il numero degli inserzionisti.
    In Piemonte ormai le emittenti televisive che operano sul territorio raccontando i fatti che accadono quotidianamente si possono contare sulle punte delle dita di una mano. In un contesto del genere il servizio pubblico ha continuato a svolgere un ruolo fondamentale grazie alla sede piemontese della RAI che puntualmente ha informato la cittadinanza.
    Il progetto di riorganizzazione della RAI che ha in mente il Governo Renzi ci preoccupa e non poco per due ragioni: non crediamo che nessun Governo abbia il diritto di tagliare indiscriminatamente le risorse a bilancio di un’azienda pubblica (in questo caso salterebbero 150 milioni di euro) perché andrebbe, come giustamente ha evidenziato il sindacato USIGRAI, a ledere “il principio di indipendenza economica dei Servizi pubblici”; affermare di voler riorganizzare le sedi regionali vuol dire tutto e nulla, quando in ballo ci sono professionalità e posti di lavoro le parole scritte e dette devono essere ben misurate.
    All’interno del decreto in questione al posto di “sedi regionali” si parla di “informazione pubblica regionale”, una definizione che lascerebbe le porte aperte a eventuali chiusure di sedi giudicate non utili all’azienda. Il sistema pubblico non deve pensare esclusivamente al profitto.
    La RAI deve cambiare volto e adeguarsi ai nuovi scenari comunicativi, ma allo stesso tempo non si deve affossare un servizio fondamentale per la cittadinanza. Le istituzioni, compresa la Regione Piemonte, devono intervenire in questo dibattito e difendere un bene comune del nostro territorio.
  • Gradenigo, Cavallera getta la spugna e scarica la responsabilità sulla prossima amministrazione regionale

    Oggi in Commissione Sanità abbiamo discusso di quello che dovrebbe essere il futuro del Gradenigo. L’assessore Ugo Cavallera ha assicurato l’interesse dell’amministrazione regionale in merito alla salvaguardia dei livelli occupazionali e dei servizi che vengono offerti.
    Il futuro però rimane incerto. Secondo quanto ci è stato riferito la normativa attuale presenta pochi punti di luce e molte ombre ed è per questo che sono necessari chiarimenti. Al momento infatti il presidio e il pronto soccorso sarebbero assicurati solo per i privati no profit.
    Non è chiaro come Humanitas potrebbe acquisire dunque la struttura. Tutto viene rimandato alla prossima amministrazione regionale e alle decisioni che prenderà. Noi crediamo che la Regione non debba rinunciare al ruolo che ha e che debba promuovere la creazione di una fondazione pubblico-privato che possa prendere in gestione il presidio sanitario. Così potrà continuare a essere un punto di riferimento per la sanità pubblica.
  • Regione, i nostri impegni per combattere l’omofobia

    Alla luce dei rigurgiti omofobi di questi giorni, il Torino Gay & Lesbian Film Festival assume un valore ancora più importante: la cultura, specialmente quella che si batte contro la discriminazione, deve avere un eco molto ampio.
    Dopo l’attacco che ieri ha subito l’autrice del romanzo “Sei come sei”, Melania Mazzucco, le istituzioni devono assumere posizioni ferme contro l’omofobia senza lasciare spazio a chi cerca alibi nel conservatorismo più estremo.
    È per questo motivo che mi impegnerò per fare in modo che la prossima amministrazione regionale assegni nuovamente il patrocinio della Regione al TGLFF. Il gruppo consiliare di Sinistra Ecologia Libertà già nella legislatura che si è appena conclusa si è battuto per porre fine alla barbaria culturale delle destre che hanno negato il marchio della nostra amministrazione a questa importante manifestazione. Inoltre abbiamo presentato una proposta di legge con la quale abbiamo affrontato le questioni dell’omofobia, della transfobia e della discriminazione sessuale, intervenendo sulle competenze regionali, che ad esempio riguardano l’ambito sanitario.
    Sarò presente all’inaugurazione del festival per ribadire l’importanza della cultura, anche quella di genere.
  • Per una Regione che pensi al bene dei piemontesi

    Il servizio che Rete7 Piemonte ha mandato in onda in occasione dell’inaugurazione del mio Comitato elettorale di via Passalacqua 4/E. L’occasione per ribadire che sanità, trasporti e lavoro sono le mie priorità: per un sistema sanitario che guardi alle esigenze dei cittadini; per un trasporto pubblico attento ai bisogni dei pendolari; per un sistema industriale che rimetta al centro il lavoro.