• Piemonte, la Regione prima in Italia a inviare il ricorso contro la legge sicurezza alla Corte Costituzionale

    Insieme all’avvocato della Regione, Giovanna Scollo, giovedì mattina,  ho inviato dall’ufficio postale del tribunale di Torino, alla Consulta, il ricorso contro la legge sicurezza. Con questo atto di 96 pagine si chiede la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’intero decreto legge del 4 ottobre 2018 n. 113, convertito poi in legge che violerebbe ben 26 norme.
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  • Si rafforza la lotta contro la tratta. Ma già 4 vittime su dieci a livello nazionale sono state aiutate in Piemonte

    Quattro vittime di tratta su dieci, a livello nazionale, sono state strappate agli sfruttatori e inserite in un percorso di accoglienza grazie al lavoro svolto in Piemonte nel 2018. Il dato, raccolto dal Numero verde nazionale antitratta e che riguarda solo le richiedenti asilo esaminate dalla Commissioni territoriali, è stato comunicato questa mattina a Palazzo della Regione, durante la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra l’ente, capofila del progetto territoriale anti-tratta ‘Anello Forte’, e la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Torino (e sezioni annesse), rappresentata dalla presidente Laura Cassio. Ha partecipato a questo momento anche la Procuratrice del tribunale dei minori, Anna Maria Baldelli.

    Questo protocollo va a rendere permanente un lavoro già avviato in forma sperimentale e a porre un tassello importante per tutelare, maggiormente rispetto a quanto accaduto fino a oggi, le vittime di tratta che stanno richiedendo protezione internazionale.

    Con il protocollo d’intesa, si dà concreta attuazione a una misura del Piano nazionale d’azione contro il grave sfruttamento dell’essere umano 2016-2018, che incoraggia la cooperazione interistituzionale nel contrasto della tratta e prevede la costituzione di un Meccanismo Nazionale di Referral, inteso come “la cooperazione tramite cui gli attori statali adempiono ai propri obblighi per proteggere e promuovere i diritti umani delle vittime di tratta, coordinando i propri sforzi in un partenariato strategico con la società civile”.

    Si è istituzionalizza una collaborazione iniziata in forma sperimentale dalla Commissione nel 2014 con il solo Comune di Torino ed estesa nell’ambito del progetto “L’Anello forte” (2017-2019) a 8 dei 12 enti attuatori (Comune di Torino, Liberazione e speranza, Tampep, Gruppo Abele, Idea Donna, Progetto Tenda, Piam e Granello di senape). Grazie a questa firma, la Commissione territoriale potrà continuare a sospendere la procedura per il rilascio della protezione, chiedendo prima di decidere un parere ad un ente antitratta del territorio, quando verrà ad aver a che fare con una vittima di tratta.

     

    I dati piemontesi

    In via sperimentale, il dialogo tra Commissione e enti anti-tratta ha già portato a risultati. Tra l’avvio de “L’Anello forte” (1 dicembre 2017) e il 31 dicembre 2018, sono pervenute al progetto 308 richieste di valutazione di sospette vittime di tratta. L’85% delle segnalazioni ha riguardato richiedenti di genere femminile, l’84% presunte vittime di sfruttamento sessuale, quasi il 10% minori di ambo i sessi, l’84% persone di nazionalità nigeriana.

    Le valutazioni concluse, con la trasmissione della relazione alla Commissione, sono state 298, pari ad oltre il 58% delle valutazioni totali condotte dagli enti nell’ambito del progetto.

    Inoltre, l’80% delle/dei richiedenti asilo sottoposti alla valutazione (238 persone) sono stati identificati quali vittime di tratta. Di queste, 64 sono state prese in carico dal progetto.

    I dati raccolti dal Numero verde nazionale antitratta, riguardanti la procedura di dialogo tra le Commissioni e i 21 progetti territoriali antitratta, testimoniano il rilievo del lavoro condotto dalla Commissione di Torino e dagli enti antitratta piemontesi nel panorama nazionale: le richieste di valutazione pervenute ad Anello forte rappresentano il 14% di quelle nazionali; le valutazioni concluse sono il 20% di quelle nazionali; le persone identificate come vittime di tratta costituiscono il 23% delle vittime identificate a livello nazionale; infine, le vittime prese in carico dal progetto piemontese sono il 42% delle prese in carico effettuate a livello nazionale.

  • Il vento è cambiato, bisogna issare le vele nella giusta direzione

    I Comuni e le Regioni hanno finalmente iniziato ad alzare la voce contro il decreto legge sicurezza. E in generale molte persone hanno cominciato ad accorgersi del bluff del governo gialloverde, anche se i sondaggi stimano ancora che una significativa maggioranza è a suo sostegno.
    Sappiamo che  la percezione in questi casi conta molto, ma forse dovremmo raccontare sempre più spesso che in realtà un cambiamento è in atto. Che un nuovo vento sta iniziando a soffiare e può portare a nuovi equilibri. Dovremmo insomma smettere di sentirci minoranza, provando invece a spiegare il nuovo ‘sentimento’ che sembra in procinto di emergere.

    Esiste una proposta alternativa a quella gialloverde, invece fatta di tante contraddizioni e  comportamenti prima violentemente contrastati (basti pensare al salvataggio della banca Carige e al continuo ricorso allo strumento della fiducia in parlamento). Non dobbiamo aspettare che il governo attuale arrivi a collassare producendo danni irreversibili, come talvolta sembrerebbe fare l’opposizione che dà l’idea di attendere che passi la nottata, per poi essere chiamata a riparare i guasti. Questo atteggiamento, a mio parere, viene sentito come intollerabile anche da chi non condivide le scelte del governo gialloverde.
    Presentare un’alternativa significa esserci con persone e proposte credibili, in grado di convincere e coinvolgere anche chi nel frattempo ha votato per questo governo, che non si conquista automaticamente dalla delusione. Significa mettere insieme tanti tasselli in un’idea di società futura, di sviluppo sostenibile che necessariamente tenga insieme diritti e doveri in una comunità aperta e rispettosa delle differenze. Quindi ambiente e accoglienza come perno dell’obiettivo principale che è la lotta alle disuguaglianze, a partire dalla disparità di genere. E, in particolare, una priorità non subordinata ad altre deve essere il contrasto alla violenza di genere.
    Su questi temi si può cominciare a presentare una proposta alternativa coinvolgendo tante persone dando spazio a un protagonismo femminile che la politica stenta ancora a promuovere.
    Noi abbiamo iniziato il 17 dicembre alla Fabbrica delle e con Futura. E vogliamo andare avanti.

  • Il ministero dell’Interno premia il Piemonte, suo il miglior progetto di formazione civico linguistica per stranieri. Arriveranno 2,5 milioni di euro

    Il Piemonte si aggiudica 2,5 milioni di finanziamenti (europei e statali) per la formazione civico linguistica degli stranieri. In questo modo la nostra Regione si aggiudica l’importo completo richiesto, ma soprattutto arriva prima, rispetto alle altre Regioni italiane nella graduatoria per il finanziamento dei ‘Piani regionali per la formazione civico linguistica dei cittadini di Paesi terzi 2018-2021’. Leggi Tutto

  • La Regione premia i fotografi e i registi di Exodos, la mostra che ha ottenuto la medaglia del presidente della Repubblica e il patrocinio dell’Unhcr

    Una targa come riconoscimento del buon lavoro svolto. È questo il premio che questa mattina insieme al presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ho consegnato, nella sala stampa della Regione Piemonte, in Piazza Castello 165, a Torino, ai fotografi, giornalisti e film-maker che hanno lavorato alla mostra Exodos, rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione”. La Regione ha voluto sottolineare la qualità del prodotto realizzato da questi professionisti, che ha ricevuto la medaglia del presidente della Repubblica e ottenuto il patrocinio dell’Unhcr. Leggi Tutto

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