• Per una sanità che pensi al bene dei piemontesi

    L’ospedale Valdese di Torino è il simbolo della cattiva gestione della sanità piemontese da parte della Giunta di centrodestra. Una cattiva gestione con tre assessori che hanno fatto solo ragionamenti ragionieristici.

    La sanità deve essere gestita in altro modo. La sanità deve guardare al benessere dei cittadini, deve garantire il diritto alla salute, è necessario diminuire le liste d’attesa e pensare seriamente al problema della non autosufficienza.

  • Adesione alla piattaforma della Confederazione Italiana Agricoltori di Torino

    Ho aderito alla piattaforma della Confederazione Italiana Agricoltori di Torino, ho sottoscritto tutti i punti proposti dalla CIA a eccezione di quello riguardante l’aggiornamento della normativa sulla caccia visto anche il duro lavoro che ho portato avanti in Consiglio regionale durante la legislatura di centrodestra.
    Sì all’approvazione della Proposta di legge regionale n.288 sulla normazione delle professioni connesse all’agricoltura, a una programmazione del PSR 2014-2020 più vicina ai bisogni del territorio e alla tutela del suolo a uso agricolo per fermare il consumo di territorio.
    Potete consultare la nota della CIA al seguente link: http://www.ciapiemonte.it/2014/05/presentata-la-piattaforma-della-cia-di-torino-per-le-elezioni-regionali-il-documento-discusso-con-i-rappresentati-delle-forze-politiche/

  • In una coalizione di centrosinistra è necessaria anche la sinistra

    Vogliamo meno centro e più sinistra nel centrosinistra piemontese. Chiamparino stia tranquillo che se saremo in una eventuale maggioranza da lui guidata lavoreremo a sostegno dei provvedimenti progressisti che deciderà di attuare per il bene dei piemontesi.
    Ieri il candidato Presidente ha dichiarato: “Lungi da me fare esibizioni muscolari, ma se comincia il tiro alla fune su qualunque tema, che sia Tav o salute, non ci metto neppure due minuti a comportarmi come ho fatto in Comune, con Rifondazione”.
    Vogliamo tranquillizzarlo: noi abbiamo a cuore il bene della comunità e lo sviluppo del territorio e su lavoro, sanità e trasporti saremo collaborativi perché il nostro obiettivo è quello di riportare equità in Piemonte. Nuovo piano casa? Ci siamo! Welfare mutualistico per combattere le diseguaglianze? Ci siamo! Rifinanziamento delle borse di studio? Ci siamo! Ulteriore snellimento dei costi della politica? Ci siamo! Nuovo piano sanitario regionale che ponga rimedio ai disastri commessi dal centrodestra? Ci siamo!
    SEL in questi anni di opposizione ha lavorato in collaborazione con le altre forze politiche mantenendo la propria autonomia nella via del buon senso, continueremo seguendo questa strada.
  • M’impegno: FIAT, più fatti e meno promesse

    5. M’impegno a stare con il fiato sul collo alla FIAT. Non voglio diventare l’incubo di Marchionne, ma allo stesso tempo non mi accontento di promesse che non vengono mai seguite dai fatti. Vogliamo che il Governo verifichi le reali intenzioni dell’azienda automobilistica torinese in seguito alla presentazione del nuovo piano 2014-2018 e che la Regione lavori per la tutela del lavoro e dei lavoratori di FCA.

  • Il piano di FCA non ci convince

    Scusate se non plaudiamo al nuovo piano industriale di FCA presentato da Marchionne, ma continuiamo a essere preoccupati. Avremmo sperato che questa volta l’azienda torinese fosse passata dalle intenzioni ai fatti e invece siamo costretti a prendere atto dell’ennesimo rinvio: quando i lavoratori di Mirafiori potranno tornare a lavorare?
    Non ci vengano a dire che l’amministratore delegato della FCA ha preso impegni chiari e concreti perché non è vero: i lavoratori di Mirafiori saranno costretti ad attendere il 2018 per il rientro in linea e non sono neppure sicuri che la promessa verrà mantenuta.
    Marchionne si rende conto delle ricadute sociali che hanno le decisioni che sta prendendo FCA? La cassa integrazione per gli addetti di Mirafiori fino al 2018 avrà ricadute pesantissime anche sul loro potere d’acquisto e di conseguenza anche sul commercio nel nostro territorio. Per non parlare delle ripercussioni negative che subirà l’indotto.
    Il Governo dunque verifichi le reali intenzioni dell’azienda automobilistica torinese e allo stesso tempo, di concerto con la Regione, si valuti l’ipotesi del contratto di solidarietà per il gruppo intero come suggerisce Maurizio Landini, segretario nazionale della FIOM.