• Insediata la nuova Giunta regionale: immigrazione, diritto allo studio, cooperazione internazionale e civil partnerships elementi fondamentali di lavoro

    Questa mattina si è insediata la nuova Giunta regionale che governerà il Piemonte in questa legislatura regionale. In cinquantotto minuti il neo Governatore, Sergio Chiamparino, ha tracciato quelle che sono le linee guida di quello che sarà il suo Governo. Leggi Tutto

  • SEL è una garanzia di tenuta a sinistra per la coalizione: lo dice anche Enrico Costa

    Enrico Costa, il candidato Presidente del Nuovo Centro Destra, è preoccupato per Chiamparino? È in apprensione perché il prossimo Governo di centrosinistra potrebbe non avere una stabilità politica? Non vuole che il futuro Governatore debba accontentarsi di galleggiare? Tutto questo secondo lui perché all’interno della coalizione di centrosinistra ci siamo noi di Sinistra Ecologia Libertà?
    Grazie Enrico, finalmente hai detto una cosa intelligente anche se solo parzialmente. È vero che la presenza di SEL nel centrosinistra è una garanzia di tenuta a sinistra per il prossimo Governo regionale ed è anche vero che più peso avremo a livello elettorale più potremo spostare il baricentro delle future politiche verso un progressismo moderno e, perché no, europeo.
    Non è invece vero che Chiamparino dovrà fare a pugni con noi per ogni provvedimento. Per due mandati comunali consecutivi sono stata in maggioranza con il candidato Presidente del centrosinistra e sui provvedimenti condivisibili ho sempre lavorato per la coalizione, senza però svendere mai i miei ideali e le mie idee. SEL e Chiamparino hanno in comune lo stesso obiettivo: rimettere in ordine questa regione partendo da Sanità, Trasporti e Lavoro, su questi temi non crediamo che si possa essere in contrapposizione.
    Chi agita lo spettro dell’ingovernabilità è lo stesso che spera nell’ingovernabilità, ma non sarà accontentato. Costa pensi a ricostruire la sua area politica che ha danneggiato il Piemonte, complice della Giunta Cota, e non è stata in grado neppure di porre un decente competitor al centrosinistra; a spegnere la miccia dell’ingovernabilità ci penseranno i nostri elettori che daranno peso a SEL e alla sinistra piemontese.
  • Chiamparino non si può affidare ad alcuni dei protagonisti del disastro Cota

    Abbiamo letto con interesse l’analisi di Luigi La Spina su La Stampa di oggi e crediamo che l’allarme che in qualche modo viene lanciato sia condivisibile, ma l’eventuale panorama che viene tracciato assolutamente no.
    La Spina mette in evidenza come stia crescendo la preoccupazione all’interno del centrosinistra per una crescente voglia di protesta nell’elettorato con un conseguente spostamento di voti verso il Movimento 5 Stelle. È vero le persone sono arrabbiate con la classe politica. Possiamo dare loro torto? Non del tutto. In Piemonte abbiamo avuto una delle peggiori classi politiche del Paese con il Governo di centrodestra che è naufragato in un mare di guai. I politici sono tutti uguali? Assolutamente no, ci sono persone che hanno inteso l’impegno politico con serietà lavorando bene e credendo in quel che hanno fatto.
    Come si può dunque tamponare l’emorraggia di voti che da sinistra si sposta verso i populismi? Tornando a parlare agli elettori di sinistra. La Spina dice che Chiamparino spera nel Nuovo Centro Destra per avere una stabilità nel prossimo Consiglio regionale, ma come si può affidare agli stessi attori della recita che si è appena conclusa una parte importante nel futuro prossimo del Piemonte?
    Una grande parte dell’elettorato di centrosinistra, non solo SEL, non spera nell’aiuto di Sacchetto e Coppola. L’elettorato di sinistra, che non fa considerazioni solo sulla TAV, vuole certezze sui temi chiave che lo rappresentano. I famosi Beni Comuni sono ancora un cardine della nostra idea politica.
    I voti che da sinistra si spostano sui 5 Stelle arrivano anche da questa insoddisfazione. Vogliamo fermare questa emorraggia? Il centrosinistra, non solo SEL, cominci a parlare a chi nella sinistra ha creduto e vuole tornare a credere.
  • Regione, i nostri impegni per combattere l’omofobia

    Alla luce dei rigurgiti omofobi di questi giorni, il Torino Gay & Lesbian Film Festival assume un valore ancora più importante: la cultura, specialmente quella che si batte contro la discriminazione, deve avere un eco molto ampio.
    Dopo l’attacco che ieri ha subito l’autrice del romanzo “Sei come sei”, Melania Mazzucco, le istituzioni devono assumere posizioni ferme contro l’omofobia senza lasciare spazio a chi cerca alibi nel conservatorismo più estremo.
    È per questo motivo che mi impegnerò per fare in modo che la prossima amministrazione regionale assegni nuovamente il patrocinio della Regione al TGLFF. Il gruppo consiliare di Sinistra Ecologia Libertà già nella legislatura che si è appena conclusa si è battuto per porre fine alla barbaria culturale delle destre che hanno negato il marchio della nostra amministrazione a questa importante manifestazione. Inoltre abbiamo presentato una proposta di legge con la quale abbiamo affrontato le questioni dell’omofobia, della transfobia e della discriminazione sessuale, intervenendo sulle competenze regionali, che ad esempio riguardano l’ambito sanitario.
    Sarò presente all’inaugurazione del festival per ribadire l’importanza della cultura, anche quella di genere.
  • DA CHIAMPARINO CI ASPETTIAMO PAROLE CHIARE SUL DIRITTO ALLO STUDIO

    Sostiene il consigliere Laus che la nuova legislatura regionale dovrebbe sottoporre l’Ente per il Diritto allo Studio a un drastico ripensamento, ben più incisivo della riduzione da 16 a 5 dei membri del Cda, appena approvata in Consiglio Regionale. Secondo Laus l’ente è una macchina dispendiosa che va semplicemente liquidata.

    Forse Laus non sa che ogni Regione ha il suo ente per il diritto allo studio universitario sulla base di una legge nazionale; alcune regioni ne hanno più di uno, legato direttamente agli atenei, come ad esempio la Lombardia.

    E’ paradossale che, di fronte allo scempio compiuto da Cota in materia di diritto allo studio, si pensi di danneggiare ulteriormente una realtà virtuosa come L’Edisu Piemonte. Il problema non è certo il costo della macchina, le cui spese di funzionamento sono bassissime, ma semmai la politica di sostanziale smantellamento del diritto allo studio portata avanti dalla Giunta Cota: i tagli dei finanziamenti all’EDiSU operati a partire dal 2011 hanno ridotto le borse di studio dal 100% al 30%, negando la possibilità di sostentamento, posti letto e servizio di ristorazione a circa 4mila studenti idonei degli atenei piemontesi. Dopo la riduzione degli stanziamenti, nel bilancio regionale per il diritto allo studio restano solo 9 milioni di euro, meno di quelli incassati attraverso il contributo versato dagli studenti stessi, che corrisponde a circa 13 milioni.

    Ci auguriamo davvero che il Partito Democratico non voglia suggerire, per il programma della prossima Giunta, una proposta del genere. Noi, lo diciamo da tempo, chiediamo che si torni immediatamente al 100% delle borse di studio garantite a tutti gli studenti capaci e meritevoli e privi di mezzi, senza ricorrere a nessuna forma di prestito d’onore. Ci aspettiamo che il candidato Presidente Chiamparino ci dia delle rassicurazioni su questo punto, che riteniamo irrinunciabile.