• Tre Pride, un Piemonte sempre più forte sul fronte dei diritti

    Un corteo lungo e colorato ha sfilato il 7 luglio scorso per Alba. Così si è chiuso anche l’ultimo Pride organizzato in Piemonte per difendere i diritti della comunità Lgbtqi e tentare di abbattere i pregiudizi verso chi ha orientamenti sessuali diversi da quelli imposti dalla tradizione.

    Già in precedenza un serpentone allegro e festoso aveva marciato per le strade di Torino a giugno. Proprio dal nostro capoluogo avevo mandato, insieme all’associazione Geco, genitori di ragazzi e ragazze omosessuali, un pacco al ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, che aveva dichiarato di conoscere una sola famiglia, quella formata da una coppia etero. Dentro c’erano tante confezioni di Deomofobina, simili a quelle dei medicinali ma contenenti ‘pillole’ di conoscenza.

    A fine maggio ero stata a Novara, città amministrata da una giunta ostile che ha negato il patrocinio gratuito al Pride. Segno tangibile di quanto ancora oggi persistano vecchie idee dure a morire. Di quanto non si consideri ancora normale  e sacrosanto il diritto di tutti a essere felici.

    Era la prima volta che il Pride arrivava a Novara. Ed è stato un successo. Molto probabilmente l’Onda arcobaleno  sarà ancora più estesa nel 2019 e forse coinvolgerà Asti e Alessandria. Speriamo in questa avanzata dei diritti, almeno a livello regionale, in un momento in cui persino quanto acquisito sembra rischiare di essere messo in discussione a livello nazionale.

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