• Ecco le prime azioni dopo il tavolo di crisi sulle emittenti locali, legato anche alla Rai torinese

    Oggi in aula l’Assessore al Lavoro, Claudia Porchietto, ha risposto al nostro Question Time in merito alla crisi delle emittenti televisive piemontesi. Ricordiamo che a rischio ci sono un centinaio di posti di lavoro tra giornalisti e operatori del settore. Le tv a rischio di chiusura in questo momento sarebbero cinque.

    Le questioni che abbiamo sollevato sono evidenti e provate dalle stesse programmazioni televisive che negli ultimi mesi sono state vistosamente ridotte. La situazione però è aggravata dal fatto che il fronte di crisi è diviso in due blocchi: chi vive già una situazione economica critica e chi denuncia che potrebbe viverla nei prossimi mesi se non ci sarà una risposta immediata della politica. Per la serie, “prevenire è meglio che curare”, dobbiamo agire immediatamente.

    Le problematiche messe in evidenza sono diverse: il passaggio al digitale terrestre che non assicurerebbe più una copertura televisiva adeguata; i carichi pubblicitari ridotti per le emittenti, legati sia alla crisi economica, sia alle difficoltà dovute alla copertura televisiva; l’incertezza sulle frequenze televisive; il congelamento dei contributi all’editoria.

    Alle criticità sull’emittenza locale si devono aggiungere le gravi questioni legate al centro di produzione e ricerca della Rai a Torino. Non si possono pensare di trascurare le problematiche dei lavoratori dell’indotto stesso.

    Il tema, come da noi auspicato, verrà affrontato su più livelli. L’Assessore Porchietto intanto ci ha rassicurati sul fatto che già è stato aperto un tavolo di crisi al quale hanno partecipato i rappresentanti sindacali, le proprietà e la Regione Stessa. Sappiamo che oggi ci sarà un nuovo incontro tra l’assessorato e il Corecom regionale, ma crediamo che la discussione si debba portare su un piano nazionale. Ci è stato detto che verrà aperta una discussione a livello nazionale coinvolgendo i vari Comitati Regionali delle Comunicazioni.

    Per quanto ci riguarda vigileremo e verificheremo l’andamento dei lavori. La pluralità dell’informazione e il mantenimento dei posti di lavoro nel settore devono essere garantite. Auspichiamo, e lavoreremo in questo senso, che la discussione venga allargata all’informazione tutta affrontando le situazione di crisi varie che coinvolgono radio, tv, carta stampata e editoria online.

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