• Voglio ben sperare che la proposta di legge di Forza Italia sui nomadi sia un pesce d’aprile

    Visti i capisaldi del testo di legge presentato questa mattina da Gilberto Pichetto, capogruppo azzurro in Consiglio regionale, Gian Luca Vignale, primo firmatario, e da Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio regionale, voglio ben sperare che la loro proposta sia un pesce d’aprile.

    La proposta di Forza Italia prevederebbe una card di identificazione, presidio fisso di polizia per i campi regolari e sgombero di quelli abusivi, coordinamento affidato a un commissario regionale per il nomadismo, accompagnamento alle frontiere (del Piemonte) dopo cinque mesi di permanenza.

    Voglio analizzare con calma il testo, ma se fosse così come viene presentato dalla stampa sarebbe irricevibile. Si prevede l’accompagnamento dei nomadi presenti in Piemonte alle frontiere regionali dopo cinque mesi di permanenza, mi domando dove avrebbero intenzione di mandarli. In Lombardia, Liguria o in Valle d’Aosta? Oppure li manderanno direttamente all’estero in Svizzera o Francia? Da colleghi di tale preparazione politica mi sarei aspettata meno populismo e meno demagogia. La Regione Piemonte sta lavorando con serietà su questi temi e presto porteremo all’attenzione del Consiglio regionale una legge contro tutte le forme di discriminazione. Noi siamo convinti che i campi nomadi debbano essere superati e che la legalità debba essere un principio fondamentale per ogni azione politica e istituzionale, ma discutiamone con serietà. Come assessorato stiamo lavorando a un censimento della popolazione rom, sinti e caminanti ed è per questo che riteniamo quella di Forza Italia una proposta che è al di fuori di qualsiasi principio europeo e che andrebbe a ghettizzare cittadini che in buona parte sono italiani e piemontesi. Ribadisco: i sinti sono cittadini italiani e i rom sono cittadini comunitari, per cui la loro proposta prima di tutto andrebbe a sbattere contro la convenzione di Schengen.

Commenti chiusi