• Vittime dell’immigrazione, celebriamole promuovendo la cittadinanza con una nuova legge

    Era il 3 ottobre del 2013. Erano le 6.30 circa del mattino quando alcuni pescherecci locali lanciavano un primo allarme in merito al naufragio di un’imbarcazione con a bordo migranti provenienti dall’Eritrea, dal Ghana, dalla Somalia, dall’Etiopia e dalla Tunisia: il bilancio finale conterà 366 vittime accertate, circa 20 presunti dispersi e 155 superstiti di cui 41 minori. Quella notte la Guardia Costiera per giungere sul luogo del naufragio impiegò quasi un’ora e i primi soccorsi furono merito degli stessi pescatori che lanciarono l’allarme.

    I migranti che riuscirono a sopravvivere a quella tragedia furono inseriti nel registro degli indagati e accusati di reato di clandestinità per essere entrati illegalmente in Italia; nessuna inchiesta o indagine volta ad accertare eventuali errori o ritardi nei soccorsi fu aperta.

    Da quella notte sono passati tre anni e per la prima volta oggi viene celebrata ufficialmente la Giornata nazionale delle vittime dell’immigrazione. Secondo i dati divulgati dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) dall’inizio del 2016 a oggi si sono registrate 3.498 vittime, un morto ogni 42 profughi.

    Credo che il modo migliore per onorare la memoria di tutte le vittime delle migrazioni sia quello di pensare a un sistema di accoglienza che porti a una vera e propria inclusione dei migranti all’interno della nostra società. Non ci possiamo però limitare ad accogliere, dobbiamo anche immaginare percorsi di promozione della cittadinanza ed è in questa direzione che si sta muovendo la Regione Piemonte.

    Il 27 ottobre incontreremo Istituzioni e Associazioni regionali che si occupano di migranti per condividere idee e riflessioni con l’obiettivo di scrivere in modo partecipato il Disegno di legge regionale sulla promozione della cittadinanza. Una legge che dovrà sostituire quella del 1989 che ormai è obsoleta.

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