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    Vinovo for Africa, Vinovo solidale e il Comune di Vinovo: progetti di inclusione e cooperazione marciano insieme

    Venerdì sera a Vinovo in occasione dell’inaugurazione di “Exodos” mi è apparsa nitida la visione di quanto vicine siano le politiche di cooperazione con quelle di inclusione. In sala davanti a me c’erano i protagonisti di “Vinovo for Africa” e “Vinovo Solidale”, due belle esperienze associative che, ognuna con le proprie competenze, operano in ambito di migrazioni a 360 gradi.

    “Exodos” è un progetto che abbiamo voluto fortemente portare avanti nonostante il pericolo di strumentalizzazione perché troppo spesso davanti alle polemiche quotidiane ci dimentichiamo che quelli di cui parliamo sono uomini e donne come noi. Il nostro non è uno strumento di propaganda, ma un’iniziativa che vuol far riflettere. Abbiamo voluto proporre immagini che possono dire più di molte parole e che possono essere uno spunto per affrontare anche il fenomeno delle migrazioni calato nelle singole realtà.

    GUARDA IL VIDEO DEL MIO INTERVENTO A VINOVO PER L’INAUGURAZIONE DI “EXODOS”: https://www.facebook.com/monica.cerutti/videos/pcb.10214728846516106/10214728797474880/?type=3&theater

    La nostra proposta è per un’umanità che deve andare oltre i numeri. Questo però non può prescindere dall’intreccio tra politiche di immigrazione e politiche di cooperazione. Come Regione in questa direzione stiamo provando a creare progetti che vedano protagoniste le diaspore insieme ad associazioni, organizzazioni non governative e istituzioni. Il comune di Vinovo, per esempio, è impegnato in un percorso di cooperazione con Vinovo for Africa in Costa d’Avorio, all’interno di un progetto del Ministero degli Interni, che vede la Regione capofila, e che ha come obiettivo la formazione professionale di giovani e l’avvio di start-up che impediscano loro di migrare forzatamente intraprendendo quei viaggi pericolosi che possono anche finire tragicamente. Di formazione si occupa anche Vinovo solidale, ma nell’insegnamento dell’italiano a persone di origine straniera, soprattutto donne che hanno così l’occasione di uscire fuori dal nucleo familiare e costruire anche progetti di autonomia.

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