• Valdese, la questione non è chiusa: la Giunta garantisca la continuità della cura. Pronti alla mobilitazione

    Il Tar del Piemonte ha respinto la richiesta di sospensione della delibera che prevedeva la “disattivazione” dell’ospedale Valdese di Torino, ma Cavallera non esulti perché la vicenda non è al capolinea: adesso la Giunta dovrà dimostrare di essere in grado di “adottare tutte le misure per assicurare in concreto la continuità delle cure ai pazienti dell’Ospedale Valdese”, cosa che fino ad oggi non è assolutamente avvenuta.

    Da oggi la questione esce dalle aule di tribunale, ma non viene cancellata dal dibattito politico e cittadino. Più volte abbiamo segnalato i disservizi causati dalla scelta scellerata di chiudere il Valdese: liste d’attesa chilometriche; pazienti che hanno dovuto ricorrere alle cliniche private; calo del monitoraggio degli esami di prevenzione del cancro al seno. Per rispetto dei piemontesi non possiamo fermarci oggi davanti a questa sentenza: saremo ancora più attivi, attenti e non faremo alcuno sconto a questa Giunta regionale.

    A questo punto il nostro auspicio è che il progetto della Brest Unit all’interno della Città della Salute possa diventare oltre che un bell’intento anche un fatto concreto perché rispetto al 2012 quest’anno sono state effettuate a Torino 10.000 mammografie in meno e la prevenzione non ha tempo di attendere che questa Giunta faccia chiarezza dentro i propri piani.

    Il bene dei cittadini viene prima di qualsiasi altra cosa. La politica in questa vicenda volta alla sopravvivenza del Valdese ha ancora un ruolo importante e lo deve svolgere con impegno al fianco delle donne che non possono essere defraudate del diritto alla salute. Siamo pronti a continuare la nostra mobilitazione senza sosta.

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