• Touil, ha prevalso il diritto e anche il buon senso. L’Italia impari dagli errori commessi

    L’espulsione di Abdelmajid Touil, il marocchino arrestato per la strage del Bardo e scarcerato mercoledì, avrebbe potuto condurlo “a gravi rischi personali”. È per questo motivo che la Procura di Torino ha deciso di “non convalidare il trattenimento” all’interno del Centro di Identificazione ed Espulsione, aderendo alla richiesta dei legali.

    Touil uscirà dal CIE di Torino e in questo momento questa è l’unica cosa che conta. Ieri durante la visita che ho effettuato al Centro di Identificazione ed Espulsione ho avuto modo di vedere il ragazzo e di constatare quali fossero le sue condizioni fisiche e psichiche. Credo che oggi abbia prevalso il diritto e anche il buon senso. Come ha rimarcato il procuratore capo Armando Spataro si tratta di una sentenza che è in adesione ai principi enunciati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

    Abdelmajid Touil era stato arrestato a Gaggiano il 19 maggio scorso con l’accusa di terrorismo, secondo l’ipotesi aveva fatto parte del gruppo che organizzò la strage al Museo del Bardo del 18 marzo 2014. Mercoledì scorso il ragazzo è stato scarcerato dopo che la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per lui dalle accuse di terrorismo internazionale e strage; immediato il trasferimento al Centro di Identificazione ed Espulsione di Torino.

    Termina oggi la complessa vicenda che ha coinvolto Abdelmajid Touil, adesso il ragazzo e la sua famiglia devono tornare alla normalità anche se non sarà semplice rimettere in piedi quegli equilibri che in questi mesi evidentemente sono crollati. Il nostro Paese cerchi di attingere quel poco di buono che c’è da questa situazione per evitare di commettere errori simili in futuro. L’ultimo dei quali il trasferimento di Touil dentro al CIE, una misura superflua visto che il ragazzo era stato identificato prima dell’arresto.

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