• Sul CSI Piemonte nessuna sintonia fra Giordano e Confindustria. A quando chiarezza sul futuro?

    Oggi in Commissione Bilancio è andato in scena uno spettacolo a cui non avremmo voluto assistere.
    L’audizione di Confindustria Piemonte in merito al ritardo dei pagamenti da parte di CSI Piemonte nei confronti dei fornitori ha introdotto qualche elemento di rassicurazione a breve termine rispetto alla sofferenza finanziaria, ma lasciato grande incertezza sulle prospettive a medio lungo termine.
    Attualmente il numero di lavoratori di aziende esterne impiegati dal CSI Piemonte è pari circa a 500, e molte fra queste realtà rischiano di fallire se non verranno celermente pagate rispetto alle attività del 2012, facendo perdere il lavoro anche agli altri loro dipendenti non interessati dalle attività del consorzio.
    Ciò potrebbe deteminare una grossa nuova crisi occupazionale sul nostro territorio di qualche migliaio di lavoratori.
    L’assessore Giordano ha fornito alcuni elementi che dovrebbero aiutare le imprese: un fondo di smobilizzo crediti attraverso Finpiemonte, anche se è stato rilevato che molte aziende non possiedono le garanzie necessarie per accedervi, un fondo di garanzia per le grandi aziende, e un accordo con SACE come intermediario garante fra gli enti pubblici consorziati e il CSI Piemonte.
    Noi ci auguriamo che questo ossigeno sulla liquidità possa arrivare, ma ci ha preoccupato l’assenza di sintonia fra l’assessore Giordano e i rappresentanti di Confindustria sul futuro del CSI Piemonte.
    Questi hanno per primi dichiarato che soluzioni affrettate di privatizzazione tout court del consorzio potrebbero depauperare l’attività informatica del territorio, lasciandosi andare in dichiarazioni approssimative sui presunti esuberi del consorzio, dell’ordine di almeno un centinaio, e la non corrispondenza fra costi e ricavi. Per poi essi stessi affermare che il confronto con altre realtà italiane che lavorano nel settore pubblico non è così svantaggioso per il CSI Piemonte.
    A loro avviso l’interesse dei privati ci può essere solo con la possibilià di accedere alla commessa dell’informatizzazione sanitaria. Queste affermazioni hanno trovato il disappunto dell’assessore Giordano, diventato paladino del valore e dell’efficienza del CSI Piemonte.
    Noi non possiamo che ribadire, a nostra volta, la necessità di chiarezza sugli intendimenti della giunta sul sistema informativo sanitario regionale. Crediamo inoltre che questa attività possa avere un impatto significativo sui costi della sanità con risparmi importanti a medio lungo termine.
    Continuare come sta procedendo la giunta, senza una linea comune, senza avere neanche chiaro in questo momento chi sia il Presidente del CSI Piemonte, senza definire un percorso trasparente sulla cassa integrazione, quando poi saranno necessarie ore di straordinario per l’impegno aggiuntivo informatico legato alla campagna elettorale, è del tutto irresponsabile.
    Oggi appendiamo che anche Confindustria Piemonte chiede maggiore cautela nel cammino di privatizzazione spinta, anche da noi non condiviso, seppur nella consapevolezza di una necessaria riorganizzazione. A questo punto torniamo a richiedere l’audizione congiunta dei due assessori Giordano e Monferino in Commissione in modo da iniziare a dipanare la matassa che sta diventanto sempre più aggrovigliata.

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