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    Se il razzista diventa vittima per strumentalizzazione elettorale

    Il paradosso è che nell’aula consiliare del Comune di Cuneo sia stata condannata la presa di posizione provocatoria di un medico piuttosto che i manifesti razzisti e discriminatori contro i quali si è scagliato. La storia è su giornali e siti: in una frazione di Cuneo alcuni ignoti hanno affisso dei cartelli con sopra scritto “Noi i negri non li vogliamo. Non è un consiglio, è una minaccia” e un medico dell’ospedale Santa Croce, Corrado Lauro, ha reagito annunciando di non essere più intenzionato a curare chi ha esposto quel messaggio a dir poco vergognoso. La protesta perché qualcuno non voleva accogliere 25 richiedenti asilo dentro una casa parrocchiale.

    Una notizia che compare sui giornali all’indomani di una bella serata che ho passato a Cuneo per la presentazione del Progetto Migranti 2017 promosso dalla Fondazione CRC in collaborazione con la Rete di Imprese “Rifugiati in Rete” e durante il quale è stato fatto il punto sul presente e sul futuro delle progettualità in quella provincia rispetto al tema dell’inclusione.

    Io credo che la strumentalizzazione durante una campagna elettorale sia peggiore perché mira ai più bassi istinti umani. Però quel che è accaduto in questi giorni a Cuneo e il dibattito che ne è scaturito ci riporta alle difficoltà culturali con le quali siamo ancora obbligati a confrontarci. Davanti a manifesti come quello affisso avremmo dovuto assistere a una sola reazione, la condanna. Invece nel migliore dei casi sono state prese delle timide distanze e nel peggiore dei casi sul banco degli imputati è finito un medico che provocatoriamente ha voluto scuotere l’animo della comunità nella quale vive.

    Io credo che si debba sempre di più parlare delle buone pratiche, ma anche non sottacere rispetto a quelle che sono vere espressioni di razzismo e xenofobia. Quei cartelli erano una vera e propria minaccia. È bene dare voce a chi non si vuol far travolgere dalle paure perché spesso gli altri urlano più forte e rischiano di farsi sentire solo loro.

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