• Salve le emodinamiche di Moncalieri, Orbassano e Ciriè: una vittoria dell’opposizione che smonta un altro pezzo del piano di Monferino

    Finalmente l’assessore Cavallera ha spiegato in Commissione Sanità come intende procedere nella riorganizzazione delle emodinamiche.

    Le attuali ventidue emodinamiche, esclusa quella del Regina Margherita perché afferente all’area infantile, diventerebbero sedici, una ogni 294 mila abitanti, quindi in linea con il parametro indicato nazionalmente come soglia minima, cioè 300 mila abitanti.

    Avevamo già avuto modo di conoscere in merito il parere della Società Italiana di Cardiologia Invasiva, che aveva bocciato la programmata chiusura delle emodinamiche di Moncalieri e Orbassano.

    In particolare, in una ricognizione generale sul territorio piemontese, le emodinamiche che risulterebbero sotto la soglia minima di 400 coronarografie all’anno sarebbero solo le due di Novara, Asti ed Alessandria. Si è anche verificato che il numero complessivo di coronarografie eseguite, pari a 12688 nel 2012, sia appropriato.

    La “quadratura del cerchio” che l’assessorato avrebbe trovato sarebbe quella di adottare un principio di carattere organizzativo, che ricondurrebbe ad un unico centro laboratori su più sedi, definendo un unico responsabile e un’unica equipe per il personale. Sarebbe il caso di Città della Salute e Moncalieri, che da tre emodinamiche diventerebbero una sola, Rivoli accorpata con Orbassano, Ciriè con Ivrea. Verrebbe chiusa l’emodinamica della Cellini, a Novara e Alessandria da due emodinamiche si passerebbe ad una, Savigliano ed Alba verrebbero accorpate, e successivamente collocate nel nuovo ospedale di Verduno. Ad esse si aggiungerebbe la nuova emodinamica in fase di attivazione a Domodossola.

    Nutriamo qualche perplessità sul fatto che questa riorganizzazione sia effettivamente realizzabile: dalla delibera della giunta discenderanno atti aziendali che dovranno mettere d’accordo unità universitarie, ospedaliere e relativo personale. Speriamo di essere smentiti, e che la rete delle emodinamiche possa continuare a garantire la capillarità e qualità attuali.

    Non possiamo però esimerci dal rilevare che un altro pezzo del Piano Sanitario di Monferino è definitivamente in soffitta: la disattivazione delle emodinamiche di Moncalieri entro il 30/6/2013, di Orbassano e di Ciriè entro il 31/12/2013, previste nella delibera del 14 marzo 2013.

    Oggi la resistenza delle opposizioni del Consiglio Regionale e di alcuni rappresentanti della maggioranza all’attuazione di questo tassello del piano sanitario, bocciato anche dal Tribunale Amministrativo Regionale, ha avuto la legittimazione di carattere tecnico, dimostrando di non essere motivata solo da difese campaniliste, precedentemente respinte dall’ex-assessore Monferino.

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