• Sagat: la maggioranza pubblica deve invertire la rotta sul low cost

    L’audizione dell’Associazione FlyTorino ha posto in rilievo, con dati alla mano, le problematiche che abbiamo ormai sollevato da tempo.
    Torino è l’unica grande città italiana, e purtroppo anche europea, a non avere una base low cost.Ad oggi non abbiamo alcun ritorno positivo sulle trattative di Sagat con Ryanair.Ed è ormai evidente che il socio privato non ha ritenuto e non ritenga di investire sul low cost, privilegiando il profitto immediato sugli utili, quando invece i soci pubblici sono interessati al rilancio dell’aeroporto come strumento per lo sviluppo del territorio.Se gli azionisti pubblici costituiscono la maggioranza di Sagat, è arrivato il momento di un maggiore coordinamento fra i diversi livelli istituzionali, che possa condurre anche a rivedere i patti parasociali che assegnano al socio privato l’amministratore delegato. Inoltre, crediamo sia necessario valutare la possibilità di andare a trattativa privata, anzichè indire il bando low cost, così come annunciato ormai da troppo tempo dalla Regione.Noi abbiamo presentato una mozione che verrà discussa nella prossima commissione, che va in questa direzione, chiedendo anche una dismissione delle quote negli aeroporti di Bologna e Firenze, in modo da utilizzare al meglio le risorse corrispondenti.
    E’ ora che la maggioranza pubblica di Sagat inverta la rotta sul low cost, altrimenti non si avrà l’evoluzione positiva sull’incremento del traffico aereo, che sollecitiamo da tempo e rispetto alla quale anche il sindaco Sergio Chiamparino si è recentemente espresso, in temini del tutto negativi sull’operato dell’attuale amministratore delegato.

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