• Regione Piemonte e Fondazione Slow Food insieme per il Riso Rosso del Burkina Faso

    Cira Mahingou è il nome in lingua locale di una varietà di riso rosso coltivata in Burkina Faso soprattutto dalle donne, nella provincia di Comoé, nel Sud-Ovest del Paese. È un riso della specie Oriza glabérrima con chicchi di piccole dimensioni e di colore rosso. Nel Sud- Ovest del Burkina Faso la coltura del riso rosso è ancorata alle tradizioni locali. Non esiste, infatti, pranzo o cena organizzati per un battesimo, matrimonio o funerale in cui non venga servito il Cira Mahingou. Tuttavia molti villaggi hanno abbandonato il riso rosso per il più produttivo e comune riso bianco. Il rischio di estinzione del Cira Mahingou è reale.

    Da molti anni la Regione Piemonte, in collaborazione con il COP, la Coldiretti Piemonte, la Provincia di Vercelli è impegnata nel Sud-Ovest del Burkina Faso, a fianco dell’AGEREF, in diverse iniziative a sostegno dello sviluppo locale, dell’ambiente e della biodiversità locale, nonché del rafforzamento della filiera di produzione del riso. Nel 2015, grazie all’appoggio della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, il riso rosso è stato inserito nel catalogo dell’Arca del Gusto tra i prodotti di qualità caratteristici del territorio e a rischio di estinzione.

    Oggi Fondazione Slow Food per la Biodiversità e la Regione Piemonte hanno annunciato l’istituzione del Presidio Slow Food del Riso Rosso del Burkina Faso coltivato nel Comoé.

    «Questo importante riconoscimento è frutto di un lungo percorso che la Regione ha sostenuto nel tempo. Abbiamo avviato i primi progetti nell’area in collaborazione con la Provincia di Vercelli già nel 2004 con iniziative di cooperazione decentrata nell’ambito del programma regionale di sicurezza alimentare e lotta alla povertà in Africa Occidentale. Realizzando questi progetti siamo venuti a conoscenza di gruppi di donne che coltivavano una particolare varietà di riso rosso, varietà molto antica, la cui produzione, purtroppo, era contenuta e stava riducendosi rapidamente in quanto utilizzata quasi esclusivamente nei rituali tradizionali. Abbiamo così contattato la Fondazione Slow Food per la Biodiversità per avviare un programma di tutela e valorizzazione di questo particolare riso. La nostra azione è quindi finalizzata a rafforzare la sovranità alimentare di questi territori in quanto il riso è un alimento base del continente africano e una delle principali fonti di reddito per molte donne contadine che sono il vero motore dello sviluppo locale. D’altra parte proprio il riso è un prodotto che rappresenta una delle più significative eccellenze del territorio piemontese ed è importante che la Regione si impegni direttamente» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alla Cooperazione Decentrata della Regione Piemonte.

    «Questo Presidio nasce per far conoscere un prodotto unico al mondo. Il riso rosso è nato in Africa ed è diverso da tutte le varietà di risi bianchi europei e asiatici. Viene coltivato nelle paludi grazie alla sua capacità di assorbire l’acqua e permettere così di evitare le inondazioni. Una risorsa straordinaria per uno dei paesi più poveri del mondo, come il Burkina Faso, che può e deve ripartire dalla riscoperta e dall’orgoglio per il proprio patrimonio alimentare. Per questa ragione la Fondazione Slow Food per la Biodiversità e la Regione Piemonte lavorano insieme per sostenere il lavoro delle 48 donne che raccolgono e trasformano questo riso, ma anche per mappare e promuovere tutti gli altri prodotti del territorio burkinabè. Questa è un’ulteriore tappa del percorso comune in Africa iniziato diversi anni fa con il sostengo al Presidio dell’olio di argan in Marocco e che prosegue con il supporto al Presidio dei Caprini a latte crudo del Planalto Norte a Capo Verde» – Piero Sardo, Presidente Fondazione Slow Food per la Biodiversità.

Commenti chiusi