• Quote latte: il peccato originale della Lega a difesa dell’illegalità

    Il tema della quote latte ha ormai assunto un profilo decisamente politico, e la revoca di costituzione di parte civile della Regione Piemonte è solo l’ultimo gravissimo fatto che dimostra come la Lega Nord sia un partito di “lotta e di non-governo”.

    Le quote latte sono l’altra faccia della medaglia della politica leghista, paladina della legalità più oltranzista sul tema dei profughi e a difesa dell’illegalità sulle multe agli allevatori.

    La proroga alle multe dell’agosto scorso era stata già definita dall’ex ministro all’agricoltura Galan “una porcheria”, ora la Regione Piemonte revoca la costituzione di parte civile, per non scontentare pochi allevatori amici del Carroccio e danneggiando tutti i cittadini piemontesi per oltre 200 milioni di euro.

    Oggi in Consiglio Regionale è stato respinto, con un solo voto di scarto, un ordine del giorno dell’opposizione che chiedeva la censura della delibera di Sacchetto. Un segnale delle divisioni nella maggioranza e dell’ormai continuo conflitto Lega-Pdl.

    Contraddittorio l’odg approvato dalla maggioranza che da una parte sostiene la revoca della costituzione parte civile, dall’altra incita a “proseguire le azioni in sede civile”. Cosa significa? La revoca della revoca, o l’attesa della conclusione dell’iter processuale per poi agire in sede civile con il rischio della prescrizione del reato.

    Inaccettabili le parole dell’assessore Sacchetto, il quale afferma che non esistono né angeli né demoni e siamo tutti medi peccatori, una doppia morale che giustifica le malefatte e assolve tutti. La Regione dovrebbe tenere ben altro profilo istituzionale e agire contro tutti coloro che infrangono la legge o si rendono responsabili di comportamenti criminosi.

    Le quote latte si confermano il peccato originale della Lega Nord a difesa dell’illegalità.

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