• Question time domani in Consiglio Regionale sulla chiusura della chirurgia plastica dell’ospedale Valdese di Torino

    Una paziente del Valdese denuncia: “Devo effettuare un secondo intervento al seno, ma la struttura è chiusa, dovrò rivolgermi al privato“.
    L’assessore Monferino avrà forse pensato al bene delle casse piemontesi, ma non a quello dei cittadini. Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una lettera di una donna torinese che ha voluto denunciare la drammaticità della situazione che sta vivendo. Casi del genere ci permettono di comprendere come la riorganizzazione del sistema sanitario piemontese metta in serio pericolo per le donne la continuità della cura. Abbiamo presentato un’interrogazione a risposta immediata in aula, nella quale chiediamo all’assessore di dirci, nel bene di questa donna e di molte altre, se non ritiene necessario rivedere le decisioni prese per garantire ai pazienti l’assistenza medica bruscamente interrotta con la chiusura dell’ospedale.
    Ci auguriamo che l’assessore Monferino domani ci dia una risposta esaustiva e credibile. I piemontesi non sono furgoni che possono essere parcheggiati all’aperto in attesa di un’officina e di un meccanico: le malattie non attendono le decisioni della Regione Piemonte per avanzare i loro processi degenerativi.

    Sotto riportiamo la lettera che abbiamo ricevuto:

    Carissima Monica, il 12 giugno 2012 sono stata sottoposta a mastectomia totale di un seno con contestuale ricostruzione mediante applicazione di protesi presso l’Ospedale Valdese di Torino.
    Da agosto a dicembre ho fatto chemioterapia e dovrò continuare altro tipo di terapia mediante flebo in ospedale sino a fine 2013.
    Negli ultimi 15 giorni ho avuto un serio problema al seno operato.
    Ieri mattina sono stata visitata dal chirurgo plastico che mi ha operata che mi ha informata che è necessario effettuare un secondo intervento di assestamento e correzione. Tale intervento è urgente poiché il problema sorto mi causa violenti e ininterrotti dolori. Il dottore però non ha a disposizione né sala operatoria, né struttura in quanto la Chirurgia Plastica del Valdese è stata chiusa il 31/12/2012 e non ricollocata.
    Di conseguenza mi si prospettano due alternative: cercare un altro chirurgo che operi in una struttura pubblica, rifacendo tutta la trafila medica, affidandomi ad un medico che non conosco e mettendomi in lista d’attesa per il futuro intervento presso struttura pubblica, oppure effettuare l’intervento presso una struttura privata in tempi veloci, ma accollandomi il costo dell’intervento, che in questo momento non so ancora quantificare.
    Stante la situazione, non posso che scegliere la seconda ipotesi.
    Questo è un frutto della riorganizzazione messa in atto dalla Regione Piemonte e dall’ASL competente. L’assessore Monferino ha dichiarato un risparmio di 8 milioni di euro con lo smantellamento del Valdese: una parte di questo risparmio comincerò a pagarlo io nell’ordine di migliaia di euro”.

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