• Presentato il Vademecum sull’accoglienza dei profughi: uno strumento di informazione, non di propaganda

    È stato presentato questa mattina a sindaci ed enti gestori dell’accoglienza profughi in Piemonte il Vademecum redatto dall’assessorato all’Immigrazione della Regione. Un testo, che ho fortemente voluto, che raggruppa al suo interno informazioni necessarie per la gestione dell’accoglienza, per il percorso giuridico, per gli aspetti sanitari, per l’attività di volontariato, la formazione e per l’inserimento lavorativo dei richiedenti asilo.

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    12112015Vademecum3Questo Vademecum è oggi ancor più utile rispetto a quando lo abbiamo immaginato perché la strumentalizzazione e la non informazione è straripante. La Regione Piemonte combatte quotidianamente quella che rischia di diventare la dittatura della paura. Alimenta la dittatura della paura la vicina Regione Lombardia che annuncia il divieto dell’utilizzo del burqa negli ospedali e negli uffici regionali, quando questi aspetti sono regolamentati da leggi nazionali. Noi crediamo che le istituzioni non debbano cavalcare il tema dell’immigrazione strumentalmente, ma debbano fornire le informazioni corrette ai cittadini e alle cittadine.

    12112015VademecumLa nostra non è propaganda; questo Vademecum è uno strumento che abbiamo messo in mano a sindaci e operatori. Stiamo facendo un percorso collettivo e la Regione ha un ruolo di coordinamento che è facilitato dalla collaborazione che istituzioni e enti gestori hanno messo in campo.

    Dobbiamo porci un obiettivo ambizioso. Spesso lo dico: dobbiamo costruire un’accoglienza strutturale in Piemonte! Per fare questo dobbiamo combinare l’esigenza di rendere operativi entrambi i due Centri regionali di prima accoglienza (Castello di Annone e Settimo Torinese) con un sistema di accoglienza diffuso su tutto il territorio regionale attraverso progetti SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), gestiti direttamente dalle amministrazioni comunali.

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