• Per IPLA una possibilità ci sarebbe, ma la Regione dice di aver finito i soldi

    A questo punto la questione diventa politica. Oggi abbiamo chiesto alla Giunta regionale di spiegarci per quale motivo la Regione non abbia chiesto una deroga sul decreto spending review al Governo per risolvere la questione IPLA. Sì perché il comm 3 dell’art.4 del decreto sulla Spending Review “Riduzione di spese, messa in liquidazione e privatizzazione di società pubbliche” prevede alcune deroghe che l’Assessore non ha tenuto in considerazione. Ci viene detto infatti: “Le medesime disposizioni non si applicano qualora, per le peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto, anche territoriale, di riferimento non sia possibile per l’amministrazione pubblica controllante un efficace e utile ricorso al mercato”.
    In poche parole il Governo ci dice: se l’ente che dovrebbe essere liquidato o privatizzato non trovasse un contesto di mercato adeguato vista la sua scarsa appetibilità dovuta a caratteristiche ambientali, geomorfologiche, territoriali, vi facciamo una deroga. Lo abbiamo detto in modo semplice nel caso fosse sfuggito questo passaggio a chi di competenza e lo ribadiamo in modo ancora più semplice: è facilmente dimostrabile che non vi è interesse di mercato su alcune attività dell’IPLA, ad esempio quella della lotta biologica alle zanzare.
    Il passaggio successivo previsto dal Governo è: “in tal caso, l’amministrazione, in tempo utile per rispettare i termini di cui al comma 1, predispone un’analisi del mercato e trasmette una relazione contenente gli esiti della predetta verifica all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per l’acquisizione del parere vincolante, da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione della relazione. Il parere dell’Autorità è comunicato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri”.
    L’Assessora Maccanti che oggi ha risposta alla nostra interrogazione in aula urgente ci ha detto che secondo la Giunta la deroga non risolve le questioni di carattere fondamentale per la sopravvivenza dell’IPLA. Il punto centrale secondo l’assessora sarebbe il decreto Bersani che impone all’ente strumentale di lavorare esclusivamente per Regione, Comune di Torino e Provincia di Torino che però non sarebbero in grado di garantire affidamenti per il prossimo anno.
    Un nuovo tassello però la Maccanti lo ha fornito quando ha detto che “molte cose che faceva IPLA saranno fatte all’interno della regione”. La volontà della Regione a questo punto è chiara e lo diventa ancora di più quando ci viene detto che è stato costituito un tavolo interassessorile al quale partecipa anche l’assessorato al lavoro che dovrà occuparsi delle prospettive della società e della gestione degli esuberi.
    Noi non ci stiamo: IPLA é un bene pubblico e tale deve rimanere.

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