• Pellegrini diretti a Parigi per la conferenza Onu sul clima ricevuti a Torino dagli assessori Valmaggia e Cerutti

    Partiti da Roma il 30 ottobre, sono guidati dall’ex negoziatore del governo filippino sui cambiamenti climatici Yeb Sano. Una Terra, una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi”: è il pellegrinaggio dei volontari della Federazione organismi cristiani di servizio internazionale volontario (Focsiv), partiti da Roma lo scorso 30 settembre e diretti a Parigi, dove dialogheranno con i partecipanti alla conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici, in programma da fine novembre nella capitale francese.

    MAR_3240Una delegazione di pellegrini è stata ricevuta oggi a Torino, nella Sala Giunta della Regione Piemonte, dagli assessori regionali all’Ambiente Alberto Valmaggia e alla Cooperazione internazionale Monica Cerutti, alla presenza del vescovo ausiliare di Torino, monsignor Guido Fiandino.

    Partiti da San Pietro con la benedizione di Papa Francesco, i volontari della Focsiv hanno organizzato la tratta italiana del percorso, parte del The People’s pilgrimage (www.peoplespilgrimage.org)  guidato da Yeb Sano, ex negoziatore del governo filippino sui cambiamenti climatici.
    La ricerca di soluzioni all’innalzamento della temperatura globale – ha detto l’assessore Valmaggia – vede il Piemonte in prima linea insieme ad altre regioni, non solo italiane, con cui stiamo per aderire a un protocollo con impegni concreti per la riduzione dell’inquinamento atmosferico”. L’enciclica papale “Laudato si’”, che lega l’ambiente e il sociale, è stata di ispirazione sia per il pellegrinaggio che per l’azione della Giunta. “L’educazione allo sviluppo sostenibile e alla solidarietà internazionale – ha aggiunto l’assessore Cerutti – sono le direttrici della nostra azione: c’è bisogno di una riflessione attenta per costruire il cambiamento anche nei rapporti fra Nord e Sud del mondo”.

    MAR_3244Ogni passo conta” è il claim dell’iniziativa. Dopo aver sottolineato la connessione tra la noncuranza dell’attività umana verso il mondo naturale e gli effetti devastanti del tifone Haiyan nelle Filippine, Yeb Sano aveva annunciato in sede Onu a Varsavia nel 2013 che avrebbe avviato uno sciopero della fame per protestare contro la lentezza e l’inefficacia dei negoziati sul clima. Nell’aprile 2015 ha deciso di rinunciare al proprio ruolo di negoziatore ed è diventato ambasciatore spirituale di Ourvoices (www.ourvoices.net), campagna internazionale interreligiosa costituita da attivisti che coniugano spiritualità e impegno sociale, nonché leader del pellegrinaggio.
    La nostra lotta al cambiamento climatico parte dal cambiamento dei nostri cuori – ha detto Sano – e diventa una lotta contro: avarizia, arroganza e apatia”. Un messaggio condiviso anche da monsignor Fiandino secondo cui “il tema della salvezza della Terra è strettamente connesso all’amore verso il prossimo, presente e futuro”.

    I volontari, provenienti anche da diversi paesi, stanno percorrendo l’Italia a piedi e tengono un diario sui social delle loro tappe, in cui incontrano i giovani delle parrocchie, delle scuole dei quartieri nelle città in cui fanno scalo. Tutti possono prendere parte all’iniziativa, percorrendo un tratto di strada con i pellegrini. Fra le tappe italiane passate ci sono Assisi, Firenze, Bologna, Milano. La marcia è approdata in Piemonte in questa settimana di fine ottobre: a Galliate (NO) il 26, a Vercelli il 27 e 28, a Torino il 29 e raggiungerà Ivrea il 30. In ogni tappa vengono organizzati eventi e manifestazioni in collaborazione con diverse comunità di fede ed organizzazioni religiose e laiche impegnate sul tema della giustizia climatica. Per far sentire “la voce dei popoli” in vista di Parigi sono stati organizzati diversi pellegrinaggi anche in Europa: dai Paesi scandinavi, dall’Ucraina e dall’Ungheria, in Gran Bretagna, in Germania.

    La ventunesima Conferenza Onu sul clima, la COP21, che si terrà nella capitale francese dal 30 novembre all’11 dicembre prossimi, sarà una tappa decisiva nei negoziati del futuro accordo internazionale per il dopo 2020, con l’adozione di un accordo universale giuridicamente vincolante sul clima che coinvolga tutti i Paesi, come deciso a Durban nella COP17.

    (FOTO GABRIELE MARIOTTI)

Commenti chiusi