• Otto i progetti vincitori del bando Under 35 Digital Video Contest

    Creatività e dimestichezza con la tecnologia sono alcune delle armi che i giovani devono possedere per potersi fare oggi strada nella vita. Per questo come Regione abbiamo sostenuto il Bando “Under 35 Digital Video Contest – Giovani protagonisti”, promosso da Film Commission Torino Piemonte. Obiettivo incentivare la produzione di opere audiovisive crossmediali e transmediali fruibili attraverso il web o dispositivi mobili, con particolare attenzione alle tecnologie emergenti (Realtà Aumentata, Realtà Virtuale e contenuti immersivi in genere), all’uso di social network e piattaforme.

    Otto i progetti che la commissione di valutazione – istituita da FCTP e Regione Piemonte – ha scelto di finanziare, con un sostegno economico pari a 15.000 euro ciascuno. I risultati del bando accendono i riflettori su una generazione di filmmakers e giovani creativi unica in Italia e non solo, confermando Torino e il Piemonte come territorio vivo e aperto al confronto, alla riflessione e all’impegno.

    Sono rimasta piacevolmente colpita dal numero di progetti presentati, tutti davvero interessanti, a riprova che, quando giustamente sollecitati, il protagonismo e la creatività dei giovani emergono e producono risultati di qualità. Alcune delle proposte presentate si sono rivelate innovative, sia da un punto di vista delle tecnologie usate, che dei contenuti. Attente all’interculturalità e a realtà complesse come il carcere minorile di Torino ‘Ferrante Aporti’.

    A novembre presenteremo le opere. Qui una sinossi di quelle che hanno vinto.

    Babel – di Manuel Coser, Gianluca De Serio, Andrea Grasselli, Guido Nicolas Zingari per Antiloco Ass. Cult. E’ un documentario interattivo per il web che racconta l’esplorazione della città di Torino realizzata da un gruppo di richiedenti asilo residenti in un Centro di Accoglienza Straordinaria situato ai margini della periferia Nord. Partendo da questo luogo, posto al centro di una mappa virtuale, il film accompagna alcuni dei suoi abitanti nella loro quotidianità. Attraverso frammenti e spaccati di vita, realizzati dagli stessi protagonisti del film, si compone una città nascosta, imprevedibile, personale e collettiva.

    VRFree – di Milad Tangshir per Associazione Museo Nazionale del Cinema. VRFREE (We Are Free) è un documentario creativo girato con riprese 360 e destinato a declinarsi in diversi prodotti di fruizione, tra i quali un web doc e installazioni di cabine permanenti con visori 360 in alcuni luoghi, come musei e stazioni. Il film indaga la vita, gli spazi e il modo di percepire il tempo e l’habitat di giovani detenuti presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno e l’Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti. La tecnologia utilizzata permetterà allo spettatore di esplorarli. Per contrastare la deprivazione affettiva, ai detenuti sarà data la possibilità, viceversa, attraverso dei visori di realtà aumentata, di rivivere alcuni momenti della loro quotidianità che a causa della condizione detentiva non possono più esperire: saranno loro mostrate, a titolo di esempio, riprese del Parco del Valentino una domenica pomeriggio in primavera, il salotto della loro casa con i familiari, una partita allo stadio e così via. Testimonieremo le loro reazioni, in un certo senso, di liberazione virtuale.

    Zonks – di Ilenia Locci, Stefania Raimondi per Enanimation s.r.l. Si tratta di una Web series e declinazione transmediale social – Animazione. Se da un limbo precedente alla nascita, da un interregno irraggiungibile, qualcuno guardasse il nostro mondo, quello degli umani, sarebbe in grado di dare un senso a tutto quello che facciamo, diciamo, pensiamo o postiamo? Lo scopriremo grazie agli Zonks’ (Z’), gli spermatozoi del web. Gli Zonks’ sono i nativi digitali che nasceranno… forse, nel mondo 4.0. Piccoli esserini che assomigliano a dei girini, nuotano nei social e, da lì, curiosano su tutto ciò che viene postato o detto nel mondo “fuori” che sia reale o fake. Non sanno se nasceranno maschi, femmine o altro, e neppure se saranno bianchi, neri, gialli o … in verità non sanno neppure “se” nasceranno. Tutti hanno una cosa che li contraddistingue come, ad esempio, il ciuffo di capelli arancione, una farfalla tatuata, una giacchetta rosa fucsia, un’espressione, un modo d’essere o altro. Sono tutti uguali e tutti diversi insomma. Ognuno di loro ha, però, una somiglianza con qualcuno là fuori, e in qualche modo ne rappresenta il carattere, le follie, le manie e, a volte, le aspirazioni.

    Cucine vicine – di Giulietta Vacis con Epica Film s.r.l.s. Si tratta di un Format seriale per Instagram. Cucine Vicine vede una coppia di protagonisti: uno di origine italiana, nato e cresciuto nel paese da genitori italiani. 
 E il secondo nato naturalizzato italiano, ma da famiglia di origini differenti. A ciascuno si chiede di presentare una ricetta legata ad un ricordo d’infanzia o di famiglia che verrà narrato in voice over durante la preparazione del piatto. Le identità dei due protagonisti o delle protagoniste e la ricetta finale rimangono inizialmente ignote. Ogni puntata si apre con una presentazione degli ingredienti che le due ricette hanno in comune.

    Helikon – di Alessandro Regaldo, Taiyo Yamanouchi per Grey Ladder Productions s.r.l. Helikon è un progetto crossmediale che racconta il mondo della scrittura e descrive una Torino magica, inquietante e seducente. Helikon racconta la storia di Daniel Corvi, un giovane scrittore alle prese con un blocco creativo che appare insormontabile. Daniel supererà il blocco e intraprenderà il percorso che ha sempre sognato in direzione del successo e della realizzazione artistica, ma vi sarà un terribile costo morale da pagare per la sua vittoria. In uno scenario costellato di palazzi d’epoca, caffè letterari e indizi che si rifanno alla tradizione torinese più esoterica e spaventosa, la storia di Daniel Corvi ci accompagna, con atmosfere alla Argento e Polański, lungo una discesa verso i luoghi della psiche dove uno scrittore è costretto a mettere in discussione la sua integrità e sanità mentale.

    Music Back to Buskers – di Domenico De Fazio, Emanuele Segre per I Cammelli s.a.s. Music back to buskers è il suono della strada sul web. Music back to buskers è una piattaforma online che disegna la mappa sonora della nostra città e ci invita a scoprire i luoghi e gli artisti che la compongono. Music back to buskers è la rete come veicolo per ampliare il concetto di qui ed ora, rendendo condivisibili le sensazioni e le peculiarità degli spettacoli di strada Ma soprattutto è un talent di strada, un Contest raccontato attraverso le interazioni degli spettatori che, grazie ai loro scatti, registrazioni video e like costituiranno la vera e propria giuria. Il gesto, ormai abituale, di congelare un momento di una performance e condividerlo viene trasformato in qualcosa di più: un vero e proprio voto per gli artisti coinvolti e, allo stesso tempo, un contenuto che sarà immediatamente disponibile online. Music back to buskers trasforma l’abituale “click/like/share” in un congegno crossmediale alla riscoperta dei musicisti di strada che gioca con i format tv del Talent e lo contamina di reale partecipazione. Music back to buskers propone una nuova idea di condivisione, competizione e confronto nell’ambito dell’underground musicale torinese.

    Micro – di Davide Oddone, Simone Marco Rosset, Giulietta Vacis per Indyca s.n.c. Micro è un percorso narrativo multimediale che permette all’utente di fruire in modo interattivo i contenuti audiovisivi raccolti tra le realtà cittadine che si occupano di tematiche sociali (accoglienza, immigrazione, parità di genere, bullismo…). Percorsi tematici immergono l’utente nella Torino del 2018 raccontata attraverso i volti e le esperienze delle persone creando un incontro multietnico e multimediale.

    Scuola 4.0 – di Fabio Catalano, Gianluca Orrù per Tekla s.r.l. La rivoluzione tecnologica denominata Industria 4.0, presentata come la quarta rivoluzione industriale nella storia dell’umanità, è destinata a far ridurre dell’8-10% il numero complessivo dei posti di lavoro nel comparto produttivo. Ma questa è una stima ottimistica dell’Ocse. Ci sono previsioni ben più complicate da accettare, con il rischio di trovarsi oltre il 30% dei lavoratori nel comparto produttivo che diventano delle vittime di disoccupazione tecnologica, messi fuori dalle fabbriche per fare posto a macchine sempre più raffinate, intelligenti, in grado di comunicare tra loro. Scuola 4.0 racconta 12 storie di ragazze e ragazzi che affrontano gli ultimi anni di formazione scolastica tra dubbi, incertezze e formazione. Vedremo i loro quartieri, le loro città, le loro scuole e come queste ultime li stanno preparando al mondo del lavoro. Approfondiremo il loro legame con le tecnologie, da quelle di interazione personale a quelle informatiche, per capire meglio come sarà la prossima generazione di italiani al lavoro. Quali sono le loro speranze? Quali i loro sogni? Un viaggio nel presente degli adolescenti italiani che ci darà qualche spunto per capire come sarà il futuro lavorativo dei nostri figli.

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