• Oggi in VI Commissione del Consiglio regionale è iniziata una riforma partecipata del diritto allo studio

    Questa mattina ho presentato alla VI Commissione del Consiglio regionale del Piemonte le linee guida di programma per quanto riguarda il diritto allo studio, le politiche giovanili e la cooperazione territoriale.

    Ho voluto mettere al centro della discussione la necessità di utilizzare lo strumento della partecipazione come nota caratterizzante il mio mandato. Credo sia necessario costruire insieme alle forze politiche un programma di lavoro rispetto alle deleghe che seguo. Dobbiamo individuare le priorità per poter indirizzare al meglio le nostre azioni.

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    Il diritto allo studio universitario è al centro della nostra attenzione e per il nostro lavoro dovremo agire su due fronti, quello nazionale e quello locale. Sul primo versante sarà necessario comprendere come procedere con la definizione dei criteri per l’assegnazione delle borse di studio, in modo uniforme fra le diverse regioni. Per quanto riguarda invece le modifiche che potranno essere adottate dal livello locale, oltre alle cifre sulle quali già molto abbiamo detto, particolare interesse ha destato il tema della gestione dell’EDiSU e la composizione del Consiglio di Amministrazione. Sono intenzionata a garantire la rappresentanza all”interno del CdA per studenti e atenei, ma sulla via da percorrere per raggiungere questo obiettivo credo sia necessario un percorso condiviso con il Consiglio regionale. Per questo non ho presentato un disegno di legge a priori ma ho raccolto le proposte che sono arrivate da maggioranza e opposizione. A questo punto verificheremo come procedere dopo il confronto con il Coreco venerdì, in cui sono rappresentati atenei e studenti.
    Troppo spesso in questo campo la politica si è mossa in modo autoreferenziale, non ascoltando tutti i protagonisti in campo, assumendo scelte senza alcuna condivisione, che si sono rivelate dannose per lo stesso diritto allo studio.

    Per quanto riguarda le politiche giovanili il necessario punto di partenza dovrà essere il riassetto delle funzioni, molte delle quali erano di competenza delle Province. Con l’abolizione di quest’ultima chi prenderà il posto degli uffici che fino a ora si sono occupati di politiche giovanili sui territori? Al momento la Regione non ha un programma triennale in materia ed è per questo che dobbiamo recuperare la funzione di programmazione, con un nuovo piano, oltre che costruire un unico sistema informativo per i giovani sulla Regione.

    La cooperazione decentrata nell’ambito delle attività internazionali deve divenire elemento caratterizzante e strumentale della proiezione estera del nostro territorio in un’ottica che favorisca il protagonismo delle comunità territoriali e del sistema Piemonte.
    La Regione Piemonte promuoverà il rilancio delle relazioni privilegiate stabilite con il territorio africano nell’arco di 15 anni di esperienza del “Programma di sicurezza alimentare e lotta alla povertà in Africa Sub sahariana”. Questo si svilupperà attraverso: la promozione e il sostegno delle iniziative del sistema piemontese ed in particolare di quelle delle Autonomie locali realizzate in partenariato con le istituzioni locali africane.
    La Regione valorizzerà l’esperienza di cooperazione internazionale del proprio territorio già in occasione di Terra Madre 2014, dell’Esposizione Internazionale di Milano 2015 e  del processo per la definizione di un’Agenda dello sviluppo Post 2015 del Ministero Affari Esteri e delle Nazioni Unite.

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