• Oggi, Giornata mondiale dei diritti umani, è emerso che la FIAT discrimina i lavoratori disabili: la Regione affronti subito la questione

    Le istituzioni non si possono e non si devono fermare mai. Questa mattina il Consiglio regionale del Piemonte ha incontrato i delegati sindacali della FIOM che hanno messo in evidenza come sia necessario tenere saldo il legame tra le Istituzioni e i lavoratori nel tentativo di colmare quel vuoto che potrebbe alimentare malpancismi che, se sottovalutati, potrebbero creare disagi sociali ancora più gravi di quelli che stiamo osservando in questi giorni. 
    I lavoratori ci hanno descritto le problematiche che attualmente vivono gli operai della Berco, della De Tomaso e della Agile (ex Eutelia), tanto per citarne alcune, ma tra tutte le situazioni drammatiche una ci ha colpito in modo particolare: stiamo parlando dei lavoratori disabili della FIAT. Un po’ di storia: ci è stato detto che intorno al 2000 è stato formato un ente denominato servizi generali che racchiudeva molti lavoratori disabili o reduci da infortuni sul lavoro provenienti dagli stabilimenti FIAT, in totale 150 lavoratori. Nel 2004 questi lavoratori vengono esternalizzati e l’azienda torinese vende il servizio alla società INFATECNO. Tuttavia, dopo la vendita, gli appalti di lavoro hanno tenuto conto del grado di disabilità e della storia dei singoli dipendenti.
    Oggi un ulteriore passo. FIAT riduce gli appalti di pulizia e smistamento posta, che sono i compiti che svolgono questi lavoratori, e decide di pagare i servizi non più in base alla quantità di lavoratori, ma in relazione al servizio erogato, una nuova condizione che pone i lavoratori in una situazione di svantaggio rispetto ai normodotati. Puntuale è arrivata la procedura di licenziamento per molti lavoratori disabili.
    E’ un atto gravissimo che oggi, Giornata mondiale dei diritti umani, abbiamo voluto mettere in evidenza perché il lavoro è il principio fondante della nostra Costituzione, ma anche il pilastro della dignità umana e siamo convinti che un’azienda non possa ledere i diritti dell’uomo e del lavoratore discriminandolo a causa delle sue condizioni fisiche.
    Siamo convinti che l’assessora Porchietto, venuta a conoscenza oggi del caso, si occuperà della vicenda con la serietà che il caso necessita. Vigileremo sugli sviluppi.

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