• Non si affitta agli stranieri se di pelle nera

    A Torino una non volta non si affittavano le case ai meridionali, oggi non si affittano agli stranieri. Cambiano le stagioni, ma le discriminazioni restano e a volte capita che chi era la vittima può diventare l’aguzzino.

    A denunciare la vicenda sono degli studenti universitari che raccontano di aver abbandonato la propria casa in segno di solidarietà a un ragazzo 27enne del Sudan. Il motivo? La padrona di casa non lo avrebbe voluto come inquilino dell’appartamento perché di colore. Bashir Abdalla ha già una laurea in ingegneria chimica e una borsa di studio ministeriale per frequentare i corsi di Scienze della mediazione linguistica.

    Torino però non è una città razzista e sarebbe troppo facile e sbagliato generalizzare. Quando però le discriminazioni si verificano è giusto utilizzare gli strumenti che abbiamo a disposizione per contrastare la deriva culturale che sta prendendo una parte della nostra società.

    Bashir ha dichiarato che denuncerà alle forze di polizia la discriminazione che ha subito e io credo che faccia bene. La Regione Piemonte ha approvato quest’anno una legge, la numero 5 del 23 marzo 2016, con l’obiettivo di contrastare tutte le forme di discriminazione, anche quelle dovute alla nazionalità.

    Uno degli strumenti che mettiamo a disposizione delle vittime di discriminazioni è la Rete regionale contro le discriminazioni in Piemonte che, coordinata dal Centro regionale contro le discriminazioni in Piemonte, ha compiti di prevenzione e contrasto delle discriminazioni e assistenza alle vittime nel territorio regionale. La legge regionale contro le discriminazioni permette di attivare anche l’intervento di autorità specifiche come il Difensore Civico.

    Sono importanti però anche i gesti quotidiani di chi con i fatti contrasta le discriminazioni e io voglio ringraziare quegli studenti che in un contesto tanto difficile, fatto di precarietà e incertezza, hanno rinunciato a una casa nella quale risiedevano da cinque anni e sulla quale avevano un contratto di altri tre per protestare contro una decisione che sa tanto di intolleranza e razzismo.

    Una speranza.

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