• Non parliamo più di Città della Salute e della Scienza di Torino nei programmi operativi 2013-2015

    Nessun chiarimento è oggi arrivato in Commissione Sanità del Consiglio Regionale sul futuro della nuova azienda “Città della Salute e della Scienza di Torino”.

    Ricordiamo che nella relazione del tavolo Massicci del 4 aprile 2013 si rappresentava “la necessità di ricevere chiarimenti in merito allo status della costituenda Azienda Città della Salute e della Scienza di Torino, con particolare riferimento ai tempi e alle modalità di attivazione, ai rapporti con l’università”, nonché “relativamente alle modalità di gestione di eventuali controversie tra gli organi delle Federazioni Sovrazonali con quelli di ciascuna Azienda sanitaria.”

    Ad oggi l’unica certezza sembrerebbe essere la torre chirurgica che nascerebbe al posto dell’oftalmico. Ma anche in questo caso non abbiamo chiarezze rispetto a tempi e modalità.

    Il Direttore Generale Del Favero ci ha infatti spiegato che “i muri sono un fatto successivo”, mentre vanno avanti i progetti integrati, come la famosa “Breast Unit”, adesso esistente sulla carta, da collegare in un grande network. E’ vero che i servizi sanitari sono indipendenti dai muri, come ci aveva spiegato l’ex assessore Monferino in relazione all’ospedale Valdese, ma allora smettiamola di parlare di Città della Salute e della Scienza, se non come di un semplice titolo che raggruppa più aziende ospedaliere.

    Sarebbe ora che si riconoscesse una volta per tutte l’inconsistenza del progetto complessivo, anche perché ciò permettterebbe di non avere più alibi nel non affrontare in modo realistico l’organizzazione di questo polo ospedaliero, anche dal punto di vista dell’edilizia, nei programmi operativi 2013-2015.

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