• Nessuna via prioritaria per l’approvazione del disegno di legge di riorganizzazione del Csi-Piemonte: continuiamo con la nostra attività emendativa ostruzionistica

    L’audizione di oggi del consiglio di amministrazione e del Direttore Generale del CSI-Piemonte nella Commissione Bilancio ha evidenziato come l’urgenza richiesta dall’assessore Ghiglia per l’approvazione del disegno di legge di riorganizzazione del Csi-Piemonte non sia dettata da vincoli legislativi, ma motivata da un bilancio in contrazione che, al momento, prevede solo 117 milioni per l’anno prossimo.

    A questo punto, però, non capiamo come l’intervento dei privati, a cui si apre senza alcun vincolo con il ddl proposto, possa essere salvifico, addirittura con una previsione di risparmi e il mantenimento dei livelli occupazionali. La quadratura del cerchio che non crediamo si possa realizzare senza partire da un piano industriale, tutt’ora assente. Al momento abbiamo solo una “Proposta di riorganizzazione del Consorzio e dell’Ict pubblica”, il Presidente del Csi-Piemonte ci ha detto di avere colto il “meglio” dei piani precedenti.

    Noi abbiamo chiesto anche oggi la presentazione di un Piano industriale che suffraghi questa proposta, che dovrebbe contenere un benchmarking sui servizi offerti dal consorzio, un business plan, l’impegno degli Enti consorziati a mantenere almeno gli stanziamenti finora garantiti, un’analisi dei bilanci delle ASL che quantifichi il risparmio ottenibile con l’omogeneizzazione del sistema informativo sanitario. Senza almeno questi dati compiremmo un atto di fede nell’approvare celermente questo disegno di legge.

    Il Direttore Generale ha poi accennato a un piano di efficientamento interno, che individui le funzioni strategiche. Tante parole che coprono un’assenza di indirizzo politico sul consorzio, che ha contraddistinto questa giunta dall’inizio del suo mandato.

    Oggi non si capisce perché dovremmo darle credito e lasciare che si pongano le condizioni per il possibile smantellamento del Csi-Piemonte. Queste sarebbero le premesse per il Piano Industriale, che il Presidente del Consorzio ha detto già pronto per essere approvato il 16 gennaio.

    La buona politica invece richiederebbe che si procedesse prima all’approvazione della delibera di giunta sull’informatizzazione sanitaria con la regia del Csi-Piemonte, poi il Piano Industriale, e solo a quel punto si proceda all’approvazione del disegno di legge.

    Per questo abbiamo proseguito con la nostra attività emendativa ostruzionistica. Riscontriamo con dispiacere che oggi i rappresentanti del gruppo del Partito Democratico non sono intervenuti nella discussione e hanno lasciato ai soli presentatori degli emendamenti la dialettica con la maggioranza. Non condividiamo un comportamento pilatesco.

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