• Minori stranieri soli, al via il terzo corso per tutori volontari

    E’ partito sabato scorso il terzo corso di formazione per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. Ormai sono 654 le candidature di cittadini  che vorrebbero partecipare per poi poter seguire i ragazzi  nel loro percorso di inclusione. Si tratta di un numero che continua a crescere e che mostra tutta la generosità dei piemontesi. Già 168 persone sono state iscritte all’elenco di persone abilitate. E ben sessanta stanno già seguendo dei minori.

    Tutto questo è frutto di una collaborazione tra istituzioni che ha consentito di creare un sistema in sperimentazione della cosiddetta “legge nazionale Zampa” approvata solo l’anno scorso e che sta dando risultati significativi. Nel 2017, su mia iniziativa e su quella del collega Augusto Ferrari, è stato organizzato il primo corso di formazione che ha già permesso di fornire dei nominativi al Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta.

    I ragazzini che il tutore si trova a seguire hanno spesso un bagaglio di vita pesante alle spalle, costituito spesso da violenze, torture, schiavitù, privazioni e sono accomunati dall’esperienza di un viaggio lungo mesi se non anni, compiuto senza un adulto di riferimento per raggiungere un futuro possibile in Europa. Al tutore è richiesto di aiutarlo a inserirsi nella nostra società, a capire come funziona questo nuovo mondo. Quello dei minori stranieri non accompagnati è una problema sul quale intervenire. Secondo l’ultimo rapporto di Save the children sono una presenza costante e significativa sul totale degli arrivi dei migranti via mare in Italia, con una percentuale superiore al 13% nel 2016 e 2017, salita fino al 15% nel 2018 (2.171 su 14.330 persone sbarcate fino all’11 giugno 2018).

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