• Matteo Renzi non è l’innovazione sui contenuti. Bersani invece ce lo dimostri

    Il risultato di Nichi Vendola e’ un patrimonio di cui sono proprietari tutti coloro che hanno creduto e vogliono continuare a credere nella costruzione di un’alternativa a sinistra per questo Paese.
    Un’alternativa soprattutto alle politiche economiche della destra, che il governo Monti ha proseguito rispetto alla mancata introduzione di criteri di equità. Ciò non ha fatto altro che aumentare la questione fondamentale che la sinistra deve invece affrontare, la diseguaglianza.
    Questo problema è sentito particolarmente al Sud. Ciò ha determinato, insieme alle caratteristiche peculiari di Nichi Vendola, la sua significativa affermazione nelle regioni meridionali, dove è percepita maggiormente la crisi economica. Possiamo dare la stessa lettura al fatto che fra le regioni del Nord sia il Piemonte quella dove Nichi Vendola ha ottenuto il risultato migliore.
    Non si è trattato dunque di intercettare la mera protesta, ma di farsi carico di una proposta, partendo dal manifesto programmatico di Italia Bene Comune, in cui si dichiara la necessita di segnare una discontinuità delle politiche “montiane”.
    Matteo Renzi ha più volte dichiarato di non ritrovarsi in questo obiettivo, proponendo di fatto politiche economiche in continuità con il Governo.
    In questo senso, seppur condividendo la necessita di rinnovamento, che Renzi ha voluto incarnare, credo che il rinnovamento prioritario debba pero essere sui contenuti.
    Quindi, se non è possibile sostenere Matteo Renzi al ballottaggio delle primarie, non è neanche automatico il sostegno a Pierluigi Bersani, se in questi giorni non saprà esplicitare meglio la sua proposta, soprattutto in ambito economico e sociale, dal taglio alle spese militari al superamento delle leggi Fornero su lavoro e pensioni. Non è accettabile la logica del ma anche.

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