• Il reato di clandestinità deve essere superato

    Il reato di clandestinità deve essere superato. A ribadirlo oggi sono stati in due momenti differenti il primo presidente della Cassazione, Giovanni Canzio, e il procuratore di Torino, Armando Spataro. Da assessora regionale all’Immigrazione non posso che essere d’accordo con le loro posizioni.

    Giovanni Canzio, durante l’apertura della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2016 ha dichiarato in modo chiaro: «la risposta sul terreno del procedimento penale si è rivelata inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa, mentre la sostituzione del reato con un illecito e con sanzioni di tipo amministrativo, fino al più rigoroso provvedimento di espulsione, darebbe risultati concreti». A ruota Andrea Orlando, ministro della Giustizia, ha ribadito la volontà del Governo di superare il reato di clandestinità. Stesse parole utilizzate anche da Armando Spataro che a margine del convegno “I nuovi confini della libertà” ha dichiarato: «Sarebbe bello un appello all’abolizione del reato di clandestinità».

    Appello che sento di appoggiare con convinzione. È nell’agosto del 2009 che entra in vigore in Italia il reato di immigrazione e soggiorno illegale, il cosiddetto reato di clandestinità: si tratta di una norma che va a colpire tutti gli immigrati che arrivano nel nostro Paese senza alcun documento di riconoscimento, ma anche tutti quelli che non hanno un permesso di soggiorno.

    In Parlamento e anche all’interno del Governo il dibattito sull’abolizione del reato di clandestinità è in atto anche se, per paura di quella che potrebbe essere la percezione da parte delle persone in conseguenza al superamento di questa norma, la discussione sembra essersi arenata. Io sono convinta che la politica non debba subire la sudditanza di quella che potrebbe essere la percezione del Paese, ma debba lavorare per costruire una percezione vera e debba alimentare un sano dialogo tra istituzioni e cittadini/e.

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