• L’esperienza del telelavoro all’Università di Torino

    Oggi in Rettorato si è tenuto l’incontro “UNITO – TEL – Il telelavoro negli enti pubblici: l’esperienza dell’Università di Torino”, organizzato dall’Ateneo in collaborazione con il Comitato Unico di Garanzia e l’Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.

    Nel corso della giornata sono stati affrontati i temi del telelavoro negli enti pubblici con particolare riferimento alle novità normative, alle prospettive di smart working, al ruolo della Consigliera di fiducia, al monitoraggio del progetto e infine agli esiti della sperimentazione. In seguito alcuni telelavoratori hanno raccontato testimonianze ed esperienze.

    “La sperimentazione UNITO-TEL è un traguardo e un punto di partenza per nuove sfide e consentire una migliore conciliazione lavoro e tempi di famiglia – ha dichiarato Silvia Giorcelli, Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Torino – come CUG riteniamo molto positiva l’esperienza realizzata grazie al sostegno della Regione Piemonte. L’Ateneo è un centro di ricerca, occorre mettere nell’agenda politica le pari opportunità con richiamo ai valori costituzionali e la centralità delle persone. Siamo arrivati primi nel bando e vogliamo mantenere il primato”.

    “Il telelavoro è un’esigenza sia del singolo ma anche dell’organizzazione. – ha sottolineato Loredana Segreto, Direttore Generale dell’Università di Torino – Dobbiamo sfruttare le opportunità di questo nuovo strumento, perché le attività di didattica e di ricerca si prestano all’utilizzo del telelavoro. Auspico di poter riproporre questa iniziativa ai nostri dipendenti.”

    “Il ruolo della Regione è stato fondamentale nel sostegno di questa iniziativa – ha evidenziato Monica Cerutti, Assessore alle Pari Opportunità della Regione Piemonte – il telelavoro è importante per la valenza che ha nelle pari opportunità per conciliare i tempi di vita e quelli di lavoro. I risultati registrati dal Cug della Regione hanno avuto uno sviluppo notevole negli ultimi anni: siamo passati da 13 donne nel 2004 a 66 nel 2013. Questi strumenti sono utili anche sotto l’aspetto ambientale nella diminuzione del traffico ambientale e fare orari diversi. È molto importante il contributo dell’Università per confrontare le esperienze e gli input del progetto, perché in un momento di scarse risorse è necessario essere innovativi e sperimentare nuovi strumenti per definire le azioni all’interno del prossimo Fondo sociale europeo”.

    Occorre superare il telelavoro e adeguarlo alle nuove necessità per lavorare non solo dall’ufficio o da casa. – ha commentato Alessia Mosca, Europarlamentare e prima firmataria del disegno di legge in materia di smart working, intervenuta con un video-messaggio – È necessario un dialogo delle forze sociali e un dibattito anche a livello europeo

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