• Le istituzioni locali lavorano insieme nella stessa direzione, non associando immigrazione e sicurezza

    Questa mattina ho partecipato alla presentazione del Rapporto 2014 redatto dall’Osservatorio Interistituzionale sugli Stranieri in provincia di Torino. Come ha ricordato il viceprefetto di Torino, Enrico Ricci, si tratta di una esperienza unica su tutto il territorio nazionale.

    monicaQuesto rapporto, e la soddisfazione conseguente che ne deriva, è il frutto di un lavoro coeso di tutte le istituzioni piemontesi, comprese le forze dell’ordine, rispetto alla presenza di stranieri nel torinese. La provincia e il Piemonte intero stanno lavorando unitamente contro la paura che vogliono generare certi imprenditori della diversità.

    In Piemonte al 31 dicembre del 2014 gli stranieri iscritti all’anagrafe dei comuni erano 425.448. Cittadini regolari che rappresentano il 9,6% della popolazione. Rispetto all’anno precedente la popolazione straniera residente in Piemonte è diminuita di 75 persone.

    Il dato piemontese è superiore a quello nazionale e su Torino la percentuale è ancora maggiore; è per questo che dobbiamo sventare il pericolo di permettere ai fomentatori di odio di far passare il messaggio che il tema immigrazione debba essere necessariamente associato a quello della sicurezza. Come Regione Piemonte abbiamo affrontato la gestione dei richiedenti protezione internazionale, ma il nostro impegno deve essere rivolto anche a tutti/e i/le nuovi/e cittadini/e, residenti qui da tempo o già nati nel nostro territorio, ed è pensando pure a loro che abbiamo scritto il testo del disegno di legge contro ogni forma di discriminazione che presto discuteremo in Consiglio regionale.

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