• L’Authority dei trasporti a Torino non è la TAV: no alla banalizzazione del dibattito

    Non nascondo un forte disagio come amministratrice piemontese sul dibattito che ha accompagnato la ormai quasi certa assegnazione a Torino dell’Autorità per la regolazione dei trasporti.

    Credo che siano alquanto spropositati i toni trionfalistici di una scelta che sembrerebbe quasi andare a risollevare l’economia piemontese, e dall’altra anche le valutazioni contrarie che riconducono qualsiasi politica trasportistica regionale alla famigerata linea ad alta velocità Torino-Lione.

    La decisione di istituire l’Autorità è stata prevista con il decreto-legge n. 201/2011. La nomina dei componenti dell’Autorità, un presidente e due membri, non è partita nel migliore dei modi, aderendo a mere logiche di carattere spartitorio.

    Da qui potrebbero essere sollevati dei dubbi su un nuovo organismo che potrebbe essere solo l’ennesimo poltronificio, avendo invece sulla carta un compito assai arduo nel nostro Paese, privo di un piano trasportistico generale.

    All’Autorità sono affidati infatti compiti significativi, di regolazione e di promozione e tutela della concorrenza  nel settore dei trasporti.

    Nel dettaglio dovrebbe garantire condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture ferroviarie, portuali, aeroportuali e alle reti autostradali e alla mobilità dei passeggeri e delle merci in ambito nazionale, locale e urbano, anche collegata a stazioni, aeroporti e porti; così come stabilire i criteri per la fissazione di tariffe, canoni e pedaggi; e le condizioni minime di qualità dei servizi di trasporto nazionali e locali connotati da oneri di servizio pubblico.

    Già solo indicando questi compiti principali, tralasciandone altri, si comprende quanto sia complessa la materia da affrontare, e il rischio evidente di un totale fallimento.

    Non condivido dunque le valutazioni che vedono nell’assegnazione dell’Authority a Torino  il successo della cordata a favore dei trasporti del nord, propedeutica alla macroregione, ma neanchè l’opposizione a questa scelta perché a sostegno dell’alta velocità Torino-Lione.

    Permane il mio giudizio assolutamente negativo sull’opera Torino-Lione, che vorrei sottolineare non si estende all’alta velocità in generale. Credo che sia ora che il nostro Paese affronti il tema dei trasporti con un piano nazionale, attento alle nuove esigenze di una mobilità sostenibile. Temo che l’Autorità così come si sta delineando non fornirà un contributo in questa direzione. Tuttavia, se può essere un elemento di rilancio, seppur limitato, all’economia piemontese, così in sofferenza, non posso esprimermi per una contrarietà aprioristica.

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