• L’attacco informatico valorizza la natura pubblica del Csi-Piemonte e della sicurezza dei dati pubblici gestiti

    I problemi evidenziati ieri dall’attacco informatico ricevuto dei server del CSI Piemonte sono di rilevante importanza e costituiscono una delle sfaccettature che molte volte viene trascurata nel dibattito sul futuro del CSI: la sicurezza dei dati pubblici, personali e sensibili affidati al CSI Piemonte.

    Come si è potuto vedere, l’attacco, sebbene ben congegnato, è stato respinto e affrontato con efficacia, professionalità e tempestività dal personale del CSI Piemonte.

    Si può stare tranquilli che ora è tutto sotto controllo e, se non lo fosse, la Regione e la Città di Torino avrebbero tutti gli strumenti per poterlo verificare all’interno della propria organizzazione.

    L’attacco quindi ci fa pensare ad un aspetto importante: quali sono i livelli di sicurezza dei dati contenuti nelle applicazioni pubbliche? Come verrebbe garantito questo livello di sicurezza a valle degli eventuali cambi societari di cui insistentemente si parla da anni? Ed infatti non poche amministrazioni pubbliche in Italia e in Europa, e all’estero in generale, non si avvalgono in esclusiva di fornitori privati per i servizi informatici. Un motivo ci sarà.
    Crediamo inoltre vi sia un altro aspetto da evidenziare in questa faccenda: la professionalità delle risorse umane del CSI Piemonte. Troppe volte infatti la vulgata popolare e anche l’informazione tendono a volgarizzare le competenze e la professionalità dei dipendenti del CSI Piemonte: anche questo è un aspetto su cui riflettere…

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