• La questione dell’ospedale Valdese non è un semplice trasloco. E che fine faranno i suoi “muri?

    Le comunicazioni di oggi nel corso del Consiglio Regionale da parte dell’assessore Cavallera sull’ospedale Valdese di Torino non ci hanno soddisfatto per nulla.

    Ci sono stati notificati dei traslochi senza una chiarezza sulla progettualità della Regione che si ponga l’obiettivo non solo di garantire la continuità dei livelli di servizio, ma anche di salvaguardare il modello di cura rappresentato dall’ospedale Valdese, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza alle pazienti oncologiche.

    Ad oggi la “Breast Unit” nella Città della Salte è un obiettivo sulla carta. D’altronde non più tardi di ieri il presidente Cota ha declassato l’ospedale  Valdese a semplice struttura che fornisce servizi.

    E’ stato dunque confermato che si stanno completando i percorsi di trasferimento dell’oncologia al Martini, e della diagnostica per immagini all’Oftalmico, che sarà attiva dal prossimo lunedì.

    Dati positivi secondo Cavallera vengono dall’oculistica: confrontando i dati dei primi otto mesi del 2012 con il 2013: da 25342 interventi al Valdese e 32000 all’Oftalmico si passa a 59 958 al solo Oftlamico.

    Rassicurazioni sono state fornite solo sul fatto che verrà mantenuto il poliambulatorio valdese integrato con i servizi del territorio.

    Nessuna risposta invece alle incongruenze finora denunciate, come il fatto che proseguanoi lavori di ristrutturazione dell’altra ala del presidio: entro la primavera verranno consegnati i due reparti ristrutturati. Sarà da ascrivere a un nuovo caso di malasanità? Quale dunque il futuro dei “muri” della struttura?

    Siamo felici che il comitato di difesa del Valdese non demorda e rimaniamo in attesa della prossima pronuncia di merito del Tar sulla questione prevista per l’inizio del prossimo anno.

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