• In nome della legalità e contro la criminalità organizzata sosteniamo Susan Villaran, la sindaca peruviana che combatte le mafie

    Vogliamo raccontarvi una storia, quella si Susana Villaran. E’ una donna, di quelle coraggiose e impegnate politicamente. Il suo impegno è rivolto alle lotte del popolo peruviano, è attivista dei diritti umani e civili, vince le elezioni e diventa sindaca della città di Lima nel 2011. Da amministratore pubblico sulla sua scrivania pone l’obiettivo di combattere e battere la criminalità organizzata e i suoi feudi: si impegna nella riforma del sistema di trasporto e nella chiusura del mercato all’ingrosso, il più grande del Perù.

    In due anni l’impegno di Susana è tangibile, dimostra con forza e coerenza la sua intenzione di cambiare la Lima, con l’appoggio di vasti settori popolari, organizzazioni sociali, associazioni di donne e di una parte della cittadinanza interessata a vivere in un psto più organizzata e soprattutto più legale. E’ una donna scomoda però e non piace alle forze legate alla corruzione politica che, in complicità con le organizzazioni criminali che dirigono vari settori pubblici, stanno cercando di eliminarla dalla scena pubblica. Per batterla si avvalgono di una legge approvata nel 1994 dal Parlamento peruviano che aveva come obiettivo la lotta alla corruzione e che prevedeva, mediante un referendum popolare, la revoca dei sindaci corrotti. Le stesse organizzazioni criminali stanno cercando di utilizzare lo strumento del referendum per espellere Susana Villaran della sua carica di sindaco.

    Il 17 di marzo si terrà il referendum a Lima e secondo gli ultimi sondaggi Susana conta sull’appoggio attivo del 31% della popolazione di Lima. Noi crediamo che l’esito del referendum popolare in questo caso non possa essere la fotografia di quello che dovrebbe essere la democrazia. E’ per questo che abbiamo presentato un ordine del giorno al Consiglio regionale nel quale chiediamo al Presidente Cota e alla sua Giunta di interventire sul Governo in modo che possa essere avviata un’azione diplomatica internazionale nei confronti del Perù e di tutti gli stati disponibili a contrastare l’attacco ad una donna, eletta democraticamente, impegnata nella lotta contro la corruzione.

Commenti chiusi