• In Italia è straniero il 9% degli studenti: lo sviluppo sostenibile inizia a scuola

    All’EXPO di Milano per parlare di “Migrazioni e cittadinanza mondiale a scuola”, un Forum internazionale organizzato in occasione dell’anno europeo per lo sviluppo 2015. Domani dalle ore 10.30 in poi alla Cascina Triulza mi confronterò con operatori del settore e rappresentanti internazionali del mondo della cooperazione sulle possibili politiche da mettere in campo a favore delle seconde generazioni.

    Il progetto “Parlez-Vous Global?” mira ad accrescere le competenze di insegnanti e studenti della scuola secondaria in Europa in rapporto alle problematiche dello sviluppo globale, attraverso l’integrazione delle tematiche della migrazione e della cittadinanza mondiale nei curricula scolastici, per mezzo di metodologie partecipative e di scambio tra paesi europei e africani.

    Non si può ambire a uno sviluppo sostenibile se non si affronta questo tema già all’interno delle scuole. Tra i banchi di scuola la società multietnica è già una realtà. Si calcola che nell’anno scolastico 2013/2014 fossero 830.000 gli studenti stranieri e di questi oltre il 50% era nato in Italia; un dato che sale al 60% se si considerano solamente le scuole primarie; il 9% del totale degli studenti in Italia è straniero.

    Il futuro del nostro Paese lo stiamo formando in questo momento ed è solo lavorando all’interno delle scuole che possiamo creare consapevolezza dell’importanza delle politiche di cooperazione internazionale. Politiche che crescono quotidianamente insieme ai nuovi cittadini. Tra i 10 punti del “Manifesto delle nuove generazioni” ben 4 riguardano la scuola: promuovere una formazione specifica dei docenti rivolta alla gestione di classi multietniche; potenziare le azioni di sostegno scolastico, psicologico e di mediazione linguistico-culturale; rafforzare il coinvolgimento delle famiglie nella scuola; costruire un sistema integrato di orientamento e di transizione scuola-lavoro.

    Politiche per la cooperazione internazionale e politiche per l’immigrazione, specialmente in un periodo come questo, devono essere affrontate di concerto, coinvolgendo anche le comunità locali nella progettazione dei provvedimenti da mettere in campo.

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