• “Il progetto MOI”: il ruolo della Regione

    Si è tenuta questa mattina la prima riunione del Gruppo di partecipazione de “Il progetto MOI”. Alla riunione erano presenti i soggetti che potranno portare contributi, comprese critiche, come l’Università di Torino, il Politecnico, il rappresentante dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati e di Medici Senza Frontiere, esponenti del mondo scolastico, dei servizi sanitari, di alcune associazioni del territorio, solo per citarne alcuni. L’elenco potrà essere man mano integrato.

    tavolo moiLa Regione Piemonte era presente poiché abbiamo aderito al percorso condividendone gli obiettivi, prendendo parte al tavolo inter-istituzionale che sta lavorando al Progetto MOI “Migranti un’Opportunità d’Inclusione”. È fondamentale avere chiaro dove vogliamo andare e cosa vogliamo fare nell’ottica di creare relazioni e un percorso partecipato sul territorio, in modo credibile.

    Gli obiettivi condivisi sono quattro: affrontare l’emergenza abitativa e lavorativa; restituire gradualmente alla proprietà le palazzine adesso occupate; lavorare a una riqualificazione urbana e sociale dell’area; coinvolgere e incentivare la partecipazione di tutti coloro che in questo momento vivono quel contesto.

    La situazione attuale del MOI deve essere comunque superata. Ci tengo a sottolineare che al suo interno ci sono persone fragili che hanno necessità di essere accompagnate in un percorso di inclusione sociale, come le donne vittime di tratta.

    Ricordo che il tavolo inter istituzionale è costituito dal Comune di Torino, Prefettura, Città Metropolitana, Compagnia di San Paolo e Diocesi con il sostegno del Ministero dell’Interno. Al gruppo di partecipazione ha aderito anche la Circoscrizione VIII. Noi ci stiamo impegnando, in base alle nostre competenze, sul fronte della formazione civico linguistica e su quello dell’orientamento e inserimento lavorativo. Da tutti gli interventi è emerso che la chiave fondamentale per il successo di questa iniziativa è il lavoro.

    In più è fondamentale la trasparenza della scansione delle tappe e dei contenuti del progetto, anche provando a superare le diffidenze reciproche. L’obiettivo che ci siamo posti è ambizioso, ma è possibile.

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