• Il nostro ostruzionismo in commissione sul disegno di legge sul Csi-Piemonte porta a casa una pausa di riflessione da parte della maggioranza

    Oggi l’assessore regionale Ghiglia sul CSI-Piemonte prima ha mostrato i muscoli, minacciando il richiamo in aula del ddl sul Csl-Piemonte, puntando sul contingentamento dei tempi.
    Poi, forse temendo un confronto pubblico, ha rimandato ad una riunione straordinaria dei capigruppo di decidere il da farsi.
    Dunque, nessuno spiraglio di luce sul fronte CSI-Piemonte: l’assessore Ghiglia, invece di aprire un vero e proprio dialogo con chi si sta opponendo alla delibera sul CSI-Piemonte, chiedendo un preliminare piano industriale, tenta l’ennesima prova di forza. Si dice rammaricato. Anche noi lo siamo, perché se qualcuno vuole il bene del CSI sono coloro che lo vogliono pubblico e che in questi anni hanno lottato perché avesse finalmente il ruolo che gli compete nelle politiche regionali. L’informatizzazione del sistema sanitario è una competenza che da sempre chiediamo per il consorzio.Ghiglia ha ribadito la volontà di non firmare la convenzione della Regione con il Csi-Piemonte, neanche per i servizi essenziali autorizzati. Nello stesso tempo ci viene detto che la delibera sull’assegnazione al Csi-Piemonte del servizio informatico sanitario sarebbe passata lunedì in giunta, se fossimo stati ragionevoli.
    Se vorrà portare il ddl in aula lo faccia, almeno i piemontesi vedranno in faccia gli attori di questa commedia e i ruoli ricoperti da tutti, maggioranza e opposizione compresa: nessuno si potrà più nascondere.
    Noi sentiamo tutta la responsabilità di dare un futuro al consorzio e all’informatica della PA piemontese. Ma esigiamo chiarezza. Invece, ancora oggi, l’assessore Ghiglia sostiene che non vi siiano più le risorse economiche e contemporaneamente che un “Csi così” non va più bene…
    Noi invece crediamo che alla base del ddl vi sia solo un approccio ideologico per cui il pubblico necessariamente non può nè funzionare, nè autoriformarsi, ed è perciò necessario l’intevento salvifico dei privati. Noi rifiutiamo questa logica.

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