• Il Manifesto delle Seconde Generazioni

    Si è svolta questa mattina presso il centro incontri della Regione Piemonte di corso Stati Uniti la presentazione del Manifesto delle Seconde Generazioni, realizzato nell’ambito dell’iniziativa “Filo diretto con le seconde generazioni”. PER VEDERE IL VIDEO DEL MIO INTERVENTO CLICCA QUI –> VIDEO
    Tale progetto, che ha coinvolto trenta associazioni di giovani attivi su tutto il territorio nazionale, è stato promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e ha prodotto un manifesto di 10 punti.
    La presentazione svoltasi a Torino, prima in Italia, è stata coordinata dal Cie (Centro iniziative per l’Europa, del Piemonte) e dall’Angi, Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese.
    L’universo delle seconde generazioni, in Italia, sta assumendo caratteristiche importanti: gli alunni di figli di migranti nelle scuole italiane, l’anno scolastico scorso, sono stati circa 830.000, di cui più della metà nati in Italia. Nel complesso rappresentano il 9% del totale. Nella scuola primaria, più del 60% è nato in Italia, mentre nelle scuole secondarie il fenomeno è ancora ridotto (oggi al 12%), ma in costante aumento.
    Il documento, elaborato anche attraverso un lavoro in rete e partecipato, sviluppa proposte concrete e si articola in quattro sezioni: lavoro, scuola, cultura e sport, partecipazione e cittadinanza attiva.
    Per ciò che riguarda il lavoro si propone di riconoscere e valorizzare le competenze (anche quelle informali) così come di incentivare l’internazionalizzazione del mercato del lavoro.
    In ambito scolastico vengono proposte azioni di formazione specifica per docenti volta alla gestione di classi multiculturali e la costruzione di un sistema integrato di orientamento e di transizione scuola-lavoro, che passi anche attraverso il rafforzamento del rapporto famiglia- scuola e del sostegno della mediazione linguistico-culturale.
    Per quanto attiene la cultura e lo sport, sono auspicate azioni tese alla valorizzazione delle diverse culture dei paesi d’origine e il rafforzare della cultura italiana.
    L’ultima sezione, quella relativa alla partecipazione, si concentra sulla necessità di favorire, ulteriormente rispetto al passato, l’associazionismo e il protagonismo di comunità, attraverso il potenziamento della cittadinanza attiva.
    Nel felicitarci di essere la prima Regione a organizzare un simile evento, molto partecipato e reso interessante anche grazie al coordinamento del dr. Scagliotti e all’intervento della rappresentante del Ministero, dr.ssa Congia e dell’Ires, dr. Allasino, ho specificato quanto sia importante il lavoro sulle seconde generazioni, quanto queste ragazze e questi ragazzi siano protagonisti di nuova cittadinanza. Stiamo lavorando quotidianamente per costruire un Piemonte libero dalle discriminazioni di qualsiasi tipo, capace di integrare e quindi – quasi come per paradosso – di aver sempre meno necessità di politiche pubbliche per l’integrazione. Ritengo che il supporto e il ruolo dei nuovi italiani, della generazione involontaria, così come definita da Tahar Ben Jelloun, cioè di quei migranti che in realtà non hanno mai migrato, in questa sfida sia cruciale e determinante.

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