• Il Festival Panafricano di Torino

    Ascoltare le testimonianze dei migranti per pensare a un modello sostenibile di inclusione sul territorio piemontese. È questo quel che dobbiamo fare ed è in quest’ottica che sabato parteciperò alla terza edizione del Festival Panafricano di Torino. Con me, oltre a tante donne e uomini impegnati in tutti i settori che riguardano le politiche attive dell’immigrazione in Piemonte, ci saranno soprattutto tanti giovani di origine africana che sono cresciuti in Italia e che qui hanno effettuato il loro percorso scolastico.

    La Regione Piemonte sul fronte dell’Immigrazione sta lavorando concretamente e non solo sul versante dell’accoglienza, ma anche su quello dell’inclusione di chi in Italia vive, cresce, studia e lavora. Percorsi possibili solo attraverso un serio confronto tra istituzioni, cittadini, migranti e associazioni; confronto che noi abbiamo già avviato in diverse occasioni non ultimo il seminario di marzo durante il quale hanno parlato in prima persona le donne che cercano di essere protagoniste del cambiamento in Africa e in Italia.

    Dobbiamo porci l’obiettivo di valorizzare le relazioni e le esperienze dei migranti che lavorano per il cambiamento e in Piemonte possiamo farlo utilizzando gli strumenti della cooperazione decentrata e delle buone politiche di accoglienza. Oggi a Roma, alla Farnesina, si è tenuta la Prima Conferenza Ministeriale Italia – Africa, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Una conferenza che ha riunito i governi di oltre 50 Paesi Africani, i loro Rappresentanti Permanenti presso l’ONU a New York e i responsabili di circa 15 tra Organizzazioni Internazionali del Sistema delle Nazioni Unite e Regionali. Un’occasione durante la quale si è parlato di migrant compact e di politiche per l’immigrazione.

    Quella romana è stata un’occasione importante, un peccato che le Regioni non siano state invitate perché avremmo potuto offrire un contributo in relazione alle politiche di cooperazione decentrata e di accoglienza soprattutto in relazione a come impiegare le risorse disponibili in questo ambito. I partenariati territoriali potrebbero essere lo strumento di crescita delle comunità locali dal basso, in diretta connessione fra i Paesi del sud e del nord del mondo.

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