• I primi risultati del nostro lavoro

    La fine dell’anno 2014 ci offre l’opportunità di un primo bilancio sulle attività che il nostro Assessorato ha promosso nell’ambito delle deleghe di competenza.

    PARI OPPORTUNITA’

    A fine 2014, l’Amministrazione regionale ha stanziato un milione di euro a sostegno dei centri antiviolenza e delle case rifugio con la pubblicazione di un bando regionale per l’accesso ai finanziamenti e per il sostegno alle attività a favore delle donne vittime di violenza.

    A questo impegno concreto abbiamo fatto seguire un’iniziativa di sensibilizzazione  realizzata in collaborazione con l’Associazione panificatori torinesi: dal 25 Novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne- nei panifici del territorio torinese sono state distribuite 80.000 buste per il pane con il messaggio “Contro i maltrattamenti e la violenza non sei sola”e il numero del telefono nazionale di riferimento per segnalare i casi di violenza e maltrattamenti, 1522, aperto 24 ore su 24, a cui rispondono anche operatrici che parlano lingue straniere. Il 1522 è in grado di indirizzare le vittime di violenza e maltrattamenti ai Centri antiviolenza attivi su tutto il territorio regionale, ed offrire le prime informazioni del caso.

    Nel contempo la Giunta regionale ha anche approvato alcune modifiche al Regolamento attuativo della L.r. 17 marzo 2008, n. 11. “Istituzione di un fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti”. Le principali novità sono le seguenti: ampliamento della possibilità di accedere al Fondo anche per le vittime minorenni (prima era solo per donne maggiorenni); ampliamento della possibilità di accedere al Fondo alle donne domiciliate, e non solo residenti, in Piemonte, che hanno subito maltrattamenti e violenze in Piemonte; innalzamento del limite di reddito delle vittime per poter accedere al Fondo regionale, passa da 3 volte a 6 volte il limite stabilito per l’accesso al gratuito patrocinio a spese dello stato ( che è pari a 11.369,00 euro).

    Si è costituito a fine anno il tavolo di lavoro interdirezionale per la redazione della legge quadro regionale contro la violenza di genere in cui saranno inserite anche azioni in ambito sanitario (il c.d. codice rosa), interventi di prevenzione, cura e trattamento nei confronti degli autori di violenza, le attività formative delle operatrici e degli operatori, la realizzazione di un sistema per la raccolta dati sull’andamento del fenomeno e gli interventi di educazione sentimentale in ambito scolastico.

     A fine anno, in scadenza dei Protocolli di intesa sottoscritti tra Regione Piemonte  e province piemontesi, si è avviata la procedura di rinnovo degli stessi nella continuità dell’attività di gestione della rete regionale contro le discriminazioni dei Nodi territoriali.

    E’ proseguito il progetto ” MOVE UP. Destinazioni alternative. Rispetto della diversità, prevenzione della violenza e uso consapevole di nuove tecnologie”, per la diffusione nelle scuole delle Pari Opportunità e, nello specifico, del rispetto delle diversità, della prevenzione della violenza e dell’uso consapevole delle nuove tecnologie.

    Verrà realizzata la IV edizione del Bilancio di Genere della Regione Piemonte  per una valutazione dell’impatto delle politiche di bilancio sul genere, attraverso l’individuazione di aree sensibili al fine di promuovere l’uguaglianza di opportunità tra uomini e donne.

    DIRITTI CIVILI

    Per quanto riguarda i Diritti civili il primo segnale forte che abbiamo voluto dare è stato il conferimento del patrocinio della Regione Piemonte al Torino Pride che si è svolto il 28 giugno, un atto simbolico con cui la nuova Giunta regionale appena insediatasi ha voluto dimostrare da subito il proprio orientamento, condividendo pienamente lo slogan della manifestazione che quest’anno era: “La diversità è un diritto, l’uguaglianza è un dovere!”

    Nei mesi successivi abbiamo avviato un percorso di ascolto e di confronto con le associazioni interessate e con il Coordinamento Torino Pride, con il supporto degli uffici della Regione e del Centro regionale contro le discriminazioni, con l’obiettivo di presentare in tempi non lunghi una legge contro ogni forma di discriminazione, sia essa per sesso, razza, colore della pelle od origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione, orientamento sessuale o di qualsiasi altra natura.

    Parallelamente abbiamo avviato con la collaborazione degli uffici competenti il lavoro per rinnovare e unificare i protocolli di intesa tra la Regione e l’Ufficio Scolastico Regionale in materia di Pari opportunità, prevenzione di comportamenti a rischio e lotta al bullismo.

    DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO

    Siamo stati da subito impegnati su due fronti, da una parte la riorganizzazione gestionale dell’Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario e dall’altra l’aumento delle risorse destinate alle borse di studio.

    Abbiamo in tempi rapidi presentato e approvato una legge regionale, la n. 10 del 29 settembre 2014, che ha reintrodotto la rappresentanza degli Atenei piemontesi e degli studenti all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’EDISU e ha istituito l’Assemblea regionale degli studenti per il diritto allo studio universitario. Ritenevamo infatti fondamentale un coinvolgimento attivo degli studenti nelle scelte di gestione dell’EDISU affinché i principali destinatari delle attività dell’Ente potessero essere protagonisti di processi decisionali che hanno ricadute dirette sulle loro vite e condizionano fortemente il loro percorso di formazione e di crescita.

     Per quanto riguarda le risorse finanziarie, siamo contenti del fatto che i 7 milioni in più stanziati dalla nuova Giunta regionale siano serviti a garantire che quasi 2.200 studenti in più rispetto lo scorso anno abbiano potuto godere della borsa di studio.

    Parallelamente abbiamo avviato con la collaborazione dell’ Osservatorio regionale per l’Università e per il Diritto allo studio universitario un importante lavoro di ricerca sui costi di gestione delle residenze e delle mense universitarie. Il nostro obiettivo è quello di individuare possibili economie, limitando ove possibile i costi in modo da ottimizzare le risorse e migliorare il servizio.

    IMMIGRAZIONE/INCLUSIONE

     Le politiche per l’immigrazione si sono prevalentemente concentrate sulla gestione del flusso straordinario di cittadini extracomunitari derivante dall’operazione “Mare Nostrum” e hanno visto focalizzare il nostro impegno nella stesura di un protocollo di intesa – che sarà ratificato a breve – tra Regione, Prefettura di Torino e Anci Piemonte che ha come obiettivo principale quello di definire un coordinamento istituzionale puntuale utile a fronteggiare in maniera razionale e attenta la fase acuta dell’emergenza.

    Per quel che riguarda le politiche per l’integrazione, invece, abbiamo proceduto con un approccio trasversale e partecipato a raccogliere istanze provenienti dai soggetti portatori di interesse al fine di rivitalizzare la governance complessiva del sistema regionale e abbiamo provveduto all’attivazione della parte regionale del fondo nazionale FAMI (asilo, migrazione e integrazione) grazie all’accordo tra Regione e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per la programmazione e lo sviluppo di un sistema di interventi finalizzato a favorire l’integrazione sociale e l’inserimento lavorativo dei migranti.

    Ci siamo, inoltre, occupati con attenzione (e continueremo a farlo) delle azioni per l’inclusione di cittadini Rom, Sinti e Caminanti, attraverso l’attivazione concreta e il coordinamento del tavolo dedicato a livello regionale, nonché la partecipazione attiva alla cabina di regia nazionale, in seno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    Un’attenzione particolare, infine e come sempre, è stata rivolta al Centro di Identificazione ed Espulsione e al suo necessario superamento, attraverso un lavoro di continuo monitoraggio.

    COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

    A seguito di un percorso di confronto e ascolto con il sistema delle ONG piemontesi e degli enti locali attivi nel settore, abbiamo proposto e sono state approvate dalla Giunta le direttive di carattere programmatico per il triennio 2015/2017, ora al vaglio del Consiglio Regionale per la definitiva ratifica. Nel frattempo si è continuato a predisporre progettualità europea che ha portato ottimi risultati, grazie all’approvazione di due progetti (REDDSO e JEUNEAP) in partnership con la Regione di Rhone Alpes, Catalogna e Malapolska.

    POLITICHE GIOVANILI

    Per quanto riguarda le politiche giovanili ci siamo assicurati il finanziamento ministeriale di circa 500 mila Euro, garantendo un cofinanziamento regionale di circa 125 mila Euro, per tre principali programmi: la realizzazione di un sistema informativo per promuovere l’accesso alle informazioni e l’orientamento dei giovani sui servizi offerti dal territorio (piattaforma Informagiovani), il potenziamento della carta giovani regionale (Pyou Card) e la realizzazione dei piani locali giovani 2015, inerenti interventi mirati a realizzare forme di aggregazione giovanile atti a migliorare le condizioni di incontro dei giovani e la loro crescita civica.

    Nelle prossime settimane avvieremo il confronto con tutti i soggetti del territorio per iniziare un lavoro di revisione legislativa in merito alle politiche giovanili, come sempre attraverso un approccio dal basso e di partecipazione.

    TUTELA DEI CONSUMATORI

    Nell’ambito della tutela dei Consumatori,  è tornata a riunirsi a Novembre, la Consulta regionale per la tutela dei consumatori e degli utenti, organo composto, oltre che dalla Regione Piemonte, da un rappresentante per ciascuna delle associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello regionale.

     E’ partita il 16 ottobre , in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, l’iniziativa “Just eat it” , campagna di sensibilizzazione sul tema degli sprechi alimentari rivolta agli studenti delle scuole secondarie di Piemonte e Valle d’Aosta.

    Il progetto si è aggiudicato il primo premio della seconda edizione di “Vivere a spreco zero”, l’Oscar della lotta allo spreco alimentare in Italia, che vede in gara enti pubblici, imprese e terzo settore.

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