• Grande incertezza sull’assemblea dei soci del CSI-Piemonte di domani. Unica nota positiva è la disponibilità di cassa

    Non abbiamo partecipato alla votazione della modifica statutaria del CSI-Piemonte perché riteniamo che in questo momento continui a non esservi alcuna chiarezza progettuale sul futuro del consorzio.
    Abbiamo rilevato nelle modifiche approvate alcuni elementi positivi come l’ampliamento della platea dei potenziali soci pubblici, essendosi manifestato l’interesse da parte del Comune di Milano e di Bari.
    Ma paradossalmente questo orientamento risulta in contraddizione con il piano industriale che KPMG ha elaborato, avente come esito la pressochè totale privatizzazione del CSI-Piemonte.
    Secondo l’assessore Giordano non esiste questa discordanza, in quanto si tratta di ampliare il volume di attività per meglio privatizzare.
    Peccato che anche i cosiddetti “tre saggi” abbiano in pratica bocciato il piano industriale, dichiarando che in questo momento il processo di privatizzazione non può portare ai vantaggi che gli enti consorziati si aspettano (minori costi, migliori servizi).
    Ricordiamo che anche il Consiglio Comunale di Torino si è appena espresso in una direzione diversa sempre rispetto al piano industriale di KPMG.
    Quale sarà dunque l’esito dell’assemblea dei soci convocata per domani, con all’ordine del giorno non solo la modifica statutaria, ma anche il piano industriale?
    Noi abbiamo chiesto che questo documento venga prima discusso in Commissione Bilancio e auspichiamo che domani non vi siano forzature.
    Unico elemento positivo di oggi per il consorzio è stata l’assicurazione da parte dell’assessore Giordano della disponibilità di cassa per questo mese di 2.5 milioni e di copertura di 26 milioni di euro con risvolto di cassa a gennaio.

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