• Garanti del cambiamento in Europa come in Piemonte

    Ieri abbiamo portato la nostra solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici dell’Agrati di Collegno dell’hinterland torinese, un’azienda che chiude di punto in bianco per scelte imprenditoriali di una multinazionale al fine di un mero risparmio organizzativo, anche se il lavoro c’é e il bilancio è in attivo.

    Ottantadue lavoratori di cui si é parlato anche a livello nazionale, con i disegni dei loro bambini che hanno colpito l’opinione pubblica.

    In questa occasione ho sentito più che mai l’inadeguatezza delle Politica, sentita presente perché in campagna elettorale, ma balbettante di fronte a scelte su cui non é in grado di intervenire se non con mediazioni al ribasso, con ricollocazioni nelle altre sedi della Lombardia o in Francia e solo per alcuni degli ottantadue dipendenti.

    Questi lavoratori hanno trovato di fronte a loro una Politica non in grado di cambiare né se stessa, né la società. Loro invece hanno subito un repentino cambiamento: da un momento all’altro, in modo inaspettato e inspiegabile, anche perché da poco i loro macchinari erano stati rinnovati.

    Questo succede quando invece c’é fame, bisogno disperato di cambiamento positivo.

    E noi ne siamo consapevoli; proprio per questo non possiamo prendere come un dato incontrovertibile quello di essere confinati nell’angolo della conservazione o considerarlo essenzialmente un problema di rappresentazione mediatica. I media certo non sono benevoli nei nostri confronti, anche senza arrivare alle parole dure di Gramellini di qualche giorno fa sulla lista Tsipras definita come una “conventicola di intellettuali che da decenni dice no a qualsiasi tentativo di cambiamento di questo sistema sclerotico”.

    Non può essere solo un problema di rappresentazione se capita a me come credo ad altri di noi di incontrare simpatizzanti potenziali, anche colti politicamente, che sostengono che Renzi stia cercando di fare qualcosa, dopo decenni di immobilismo politico, parole che non mi sarei aspettata da quelle persone.

    Non possiamo perciò accontentarci di un idem sentire fra noi, sottovalutando questa dissonanza, non sintonia, non con la maggioranza del Paese, ma anche con quelli che potrebbero essere nostri potenziali interlocutori, e aggiungo elettori.

    Quale é dunque la nostra risposta per affrontare questa difficile campagna elettorale?  Nella quale si aggiunge anche il problema di mettere insieme il livello europeo, amministrativo e regionale, caratterizzati spesso da quella che sembra essere una non coerenza complessiva delle nostre scelte

    Non sarà sufficiente contrastare furbizie come quelle di ieri in cui la presentazione della lista “L’altro Piemonte a sinistra” è avvenuta come lista Tsipras.

    Né ci aiuteranno le considerazioni politiciste sugli spazi, per giunta con il rischio della contraddizione fra l’evocare un vasto campo della sinistra e sottolineare contemporaneamente  che la nostra strada é stretta.

    Dobbiamo allora andare contro vento sull’innovazione, qualificare il cambiamento, con un nostro profilo, con alcune parole d’ordine che noi vogliamo portare in Europa e nei governi locali, come garanti di un chiaro governo di centrosinistra, contro le piccole o grandi intese.

    La nostra innovazione può voler dire rilanciare, oltre ai nostri temi più tradizionali, quelli sacrificati sull’altare delle piccole o grandi intese: i diritti interi, indivisibili, civili e sociali.

    Da una parte dobbiamo sottolineare  che l’innovazione spesso viene tradotta in diminuzione generalizzata di diritti sociali

    Dall’altra, sul fronte dei diritti civili, nelle campagne elettorali, c’é sempre una sorta di richiamo della foresta a ricompattare fronti che rischiano di far fare passi indietro o comunque non avantti.

    Un esempio é la manifestazione di Torino delle sentinelle della famiglia tradizionale, contro la legge contro l’omofobia. Ad essa sono seguite prese di posizione preoccupanti anche da parte della Chiesa locale.

    Su questi temi, derubricati dall’agenda politica, noi potremmo provare ad essere attrattivi anche per una parte di elettori Pd delusi, ai quali possiamo far intravedere un’alternativa concreta e positiva di cambiamento che non guarda al passato ma al futuro.

    Intervento di Monica Cerutti all’assemblea nazionale di Sinistra Ecologia Libertà (06/03/2014)

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